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Cantieri Servizi, Messina ci riprova

Fra i 161 comuni che hanno ottenuto l’adesione al progetto c’è anche Messina che avrà a disposizione 1.592.161 euro da investire per dare un sostegno a chi sia rimasto fuori dal sistema occupazionale.

Cantieri Servizi, Messina ci riprova

85 milioni di euro sbloccati dopo il flop del precedente tentativo del governo Crocetta e la Regione ci riprova con i Cantieri Servizi. Fra i 161 comuni che hanno ottenuto l’adesione al progetto c’è anche Messina che avrà a disposizione 1.592.161 euro da investire per dare un sostegno a chi sia rimasto fuori dal sistema occupazionale.

Fu un vero e proprio naufragio quelle del 2014. Di 50 milioni complessivi ne arrivano solo 20 e Messina non vide il becco di un quattrino dei 2,3 milioni di euro assegnati per finanziare 26 progetti di pubblica utilità e pagare 730 lavoratori per tre mesi. Furono ben 4800 le domande arrivate al Comune. Ora le graduatorie stilate allora non più alcuna validità. Tempo perso e speranze tradite. Quattro anni fa nacque persino un comitato dei lavoratori dei cantieri servizi che però fu vinto dalla vana attesa.

E adesso, cambia il Governo regionale e si deve ricominciare tutto daccapo, ci si augura con tempi più brevi.

La misura a sostegno del disagio economico si rivolge a disoccupati di età compresa fra i 18 e i 66 anni e 7 mesi, con un reddito massimo mensile di 453 euro. La partecipazione ai cantieri servizio è subordinata alla sottoscrizione del Patto di servizio al Centro per l’Impiego al quale occorre essere iscritti.

Destinatari del provvedimento sono disoccupati ed inoccupati di età compresa tra i 18 e i 66 anni ed aventi residenza nel Comune da almeno 6 mesi, e saranno inseriti nei posti disponibili secondo un criterio a scaglioni che prevede il 50% per i giovani di età compresa tra i 18 e i 36 anni, il 20% per i soggetti di età compresa tra i 37 e i 50 anni, un altro 20% per soggetti ultracinquantenni, il 5% per immigrati in possesso di regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro o per ricongiungimento familiare e un altro 5% per soggetti portatori di handicap. Ogni Comune, e molti lo hanno già fatto, dovrà ripubblicare il bando e nei 30 giorni successivi raccogliere le istanze. Messina, non lo ha ancora fatto e sta studiando tutta la procedura e nella prossima settimana potrebbero trapelare le prime indicazioni sui tempi. Prima di allora del bando è inutile far qualcosa o prender d’assalto Palazzo Zanca. Peraltro nessuna certificazione dovrà essere fornita da chi parteciperà, che compilerà solo una domanda di adesione assumendosi la responsabilità delle dichiarazioni. Il Comune avrà il compito, tramite ISEE, di effettuare le verifiche del caso. In caso di parità di reddito (nel 2014 ci furono 2500 nuclei familiari a reddito zero), la discriminante sarà la grandezza del nucleo familiare, fermo restando che solo un membro per famiglia potrà essere “assunto”.

Le linee guida dell’Assessorato regionale al Lavoro e alla Famiglia, fanno anche alcuni esempi di impiego: custodia e pulizia di parchi, servizi e giardini, attività raccolta differenziata, manutenzione strade e decoro. Entro tre mesi dalla pubblicazione delle linee guide sul sito della Regione (quindi entro agosto), i progetti scelti dal Comune dovranno essere presentati con i lavoratori assegnati per ciascuno. Il monte ore mensile non deve superare le 80 ore.

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