Messina

Pensioni decurtate a ex funzionari, 12 sentenze sfavorevoli all’Inps

I 90 dipendenti dell’Università in servizio al Policlinico ed equiparati alla dirigenza. I legali: restituisca quanto indebitamente trattenuto. Si andrà in appello?

Pensioni decurtate a ex funzionari, 12 sentenze sfavorevoli all’Inps

Chi ricorda il caso dei 90 ex funzionari dell’Università di Messina, equiparati dirigenti” del Policlinico cui l’Inps ridusse la pensione già decretata, e per alcuni già percepita da 4-5-6 anni, con procedura d’indebito arricchimento?

Fu una vicenda giuridicamente delicatissima ed umanamente scioccante, visto l’ovvio affidamento che molti lavoratori avevano fatto sugli importi loro riconosciuti ed erogati, anche rispetto all’assunzione di mutui. Tra il 2014 e il 2015 era accaduto che l’Inps, valutando un’indennità perequativa come riconosciuta per errore, l’aveva esclusa dai parametri di calcolo della pensione e del Tfs ed aveva intrapreso un’azione retroattiva, richiedendo ai pensionati la restituzione degli importi aggiuntivi già erogati all’interno della pensione e del Tfs. Di fronte a una prima pioggia di richieste di restituzione di somme erano scattati i ricorsi, come quelli di una ventina di pensionati, assistiti dagli avvocati Andrea Vadalà e Fernando Rizzo che avevano ottenuto diverse ordinanze cautelari di sospensiva dell’iter intrapreso dall’Inps, in attesa del giudizio di merito. La Gazzetta ne aveva dato notizia e l’Inps aveva spiegato in una nota di aver agito «in conformità alla disciplina giuridica che regola il trattamento di quiescenza e di fine servizio dei dipendenti dello Stato e ricordando il carattere solo sospensivo di quelle ordinanze: «Nessuna conclusione – scrisse allora l’istituto – può allo stato trarsi»

Ora però è arrivata dalla Corte dei Conti, almeno per 12 casi, una sentenza di primo grado sfavorevole all’Inps, e gli “equiparati dirigenti” ne chiedono l’attuazione: ovvero le somme loro negate. Resta fermo naturalmente il diritto dell’Inps di proporre appello alla stessa Corte dei Conti. Intanto però gli avvocati dei lavoratori vanno avanti nell’interesse dei loro assistiti. «Con recenti sentenze numero 16, 17, 115, 116, 140, 142, 146, 147, 155, 162, 163 e 189 dell’anno 2018 – scrivono Vadala e Rizzo – la Corte dei Conti, Giudice unico, ha accolto i ricorsi dei pensionati, già dirigenti equiparati dell’Aou “Gaetano Martino, ritenendo illegittimi gli atti posti in essere dall’Inps e per l’effetto riconoscendo agli stessi il diritto al ripristino della pensione nella misura precedentemente goduta, con condanna dell’Inps a restituire quanto indebitamente decurtato e trattenuto, oltre il pagamento a carico dell’Ente, degli interessi legali maturati e delle spese legali». In sintesi, la Corte «ha dichiarato illegittima l’iniziativa dell’Inps per carenza di potere e tardività». E ancora: «Da febbraio 2018 ad oggi, sono state pronunciate altre 18 ordinanze cautelari che hanno sospeso altrettanti provvedimenti dell’Inps». Ma l’appello si concentra ora sulle sentenze, emesse già a gennaio 2018, «cui l’Inps non ha dato esecuzione tanto che sono state inoltrate le prime diffide».

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