A Paradiso

Appiccate le fiamme sull’insegna di un nuovo locale

L’episodio notturno non ha comunque impedito la ripresa delle attività. Sul grave gesto, che ha distrutto la vetrata, indaga la Squadra mobile

Appiccate le fiamme sull’insegna di un nuovo locale

Qualunque sia stato il movente di chi alle 4 del mattino di qualche giorno fa ha tentato d’incendiare la facciata di un nuovo e apprezzato locale di Paradiso, si è trattato di un gesto inquietante sul quale la Squadra mobile della Questura di Messina sta indagando in modo serrato. In ogni caso si tratta di un campanello d’allarme per le tante attività che già da tempo – bar, pub come lidi balneari – animano positivamente la riviera nord con risvolti anche occupazionali.

Ma vediamo di ricostruire l’accaduto. Erano le 4,30 del mattino di giovedì scorso quando alcuni automobilisti di passaggio nella zona delle poste e del distributore di Paradiso, hanno segnalato al 113 e al 115 le fiamme che già avvolgevano l’insegna realizzata con assi di legno. Sul posto, grazie anche alla tempestività dell’allarme, sia i vigili del fuoco che gli agenti delle volanti sono accorsi rapidamente, le fiamme sono state domate e le indagini immediatamente avviate. È apparso presto evidente, anche se non sono state trovate taniche o altre tracce evidenti, che non si era trattato di un corto circuito, o comunque di un evento accidentale, ma che qualcuno aveva provato ad arrecare lo sfregio al locale probabilmente con l’utilizzo di liquido infiammabile. La struttura dell’insegna è stata danneggiata solo parzialmente mentre una vetrata è stata distrutta dalle fiamme. Gli investigatori delle volanti, diretti dal dottor Puglionisi, hanno ascoltato le prime possibili testimonianze e acquisito i primi elementi per ricostruire l’accaduto e far luce sulle responsabilità. L’indagine è poi stata acquisita dalla Squadra mobile che cercherà in ogni modo di risalire agli autori del danneggiamento. Nulla, come sempre in questi casi, può essere escluso: né un atto vandalico dovuto a qualche oscuro movente personale, che può essere anche il gesto di uno squilibrato di passaggio, né un messaggio intimidatorio con finalità criminali, forse estorsive.

Per questo nulla sarà trascurato nello svolgimento dell’indagini da parte degli investigatori della Mobile, coordinati dal dirigente Franco Oliveri. In quest’anno, con riferimento ai locali della riviera e della connessa movida, non vi sarebbero precedenti. E non si vuole che episodi come questo restino impuniti.(a. t.)

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