INFLITTO 41 BIS

Carcere duro
per boss Ferrante

Lo ha inflitto il Ministro della Giustizia Paola Severino, Ad avanzare la proposta era stato il sostituto della DDA Vito Di Giorgio.Ferrante, benché condannato all’ergastolo, dal carcere, secondo un pentito, continuava ad impartire direttive agli affiliati al suo clan.

carcere 2

Un 41 bis che conferma lo spessore di Ferrante e che nasce dalle dichiarazioni rese nel luglio del 2009 al sostituto Di Giorgio dal collaboratore di giustizia, Santo Balsamà. Il pentito raccontò che Ferrante benché detenuto e condannato all’ergastolo, dal carcere, durante i colloqui continuava ad impartire  direttive agli affiliate sulla gestione degli affari illeciti.Da qui la proposta, ora accolta dal ministro, di infliggergli il carcere duro e ridurre le sue possibilità di contatti e comunicazioni con i familiari. Ferrante è ritenuto uno dei responsabili dell’omicidio di Sergio Micalizzi, assassinato sul viale Europa, davanti al mercato Zaera il 29 aprile 2005. Sempre il pentito Balsamà, un ex venditore di frutta e verdura, raccontò che pochi minuti prima dell’omicidio Ferrante passò con la sua Vespa davanti al bar in cui si trovavano lo stesso Balsamà, Micalizzi ed Angelo Saraceno che fu ferito nell’agguato. Ma la carriera criminale di Santi Ferrante era iniziata prestissimo. Già 17enne nel 1972 era stato condannato ad 11 anni per reati contro il patrimonio. In seguito ha riportato una lunga serie di condanne definitive per rapina, associazione mafiosa, usura ed estorsione ed una a 21 anni non ancora passata ingiudicato per associazione finalizzata allo spaccio di droga.

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