"Scrissi d'arte"

Vincenzo Bonaventura racconta 10 anni di arti figurative a Messina

Venerdì 27 aprile la presentazione del libro nella Galleria d’Arte moderna e contemporanea della Città metropolitana “Lucio Barbera”

Vincenzo Bonaventura racconta 10 anni di arti figurative a Messina

Vincenzo Bonaventura

Venerdì 27 aprile, alle 17,30, si svolgerà la presentazione del libro “Scrissi d’Arte” del giornalista Vincenzo Bonaventura, edito da Pungitopo con la collaborazione di Unipegaso Messina. Insieme con l’autore, nella Galleria d’Arte moderna e contemporanea della Città metropolitana “Lucio Barbera” in via XXIV Maggio 46, ci saranno Patrizia Danzè, docente e giornalista, e Mosè Previti, critico e storico dell’arte.

Spiega Bonaventura nella premessa: «Non sempre un libro è ciò che sembra e questo soprattutto non vuole essere quello che sembra. Non una raccolta di miei articoli, più o meno autocelebrativa (che è appunto ciò che sembra) ma piuttosto una testimonianza parziale di dieci anni (con qualche sforamento), dal 2008 al 2017, di arti figurative a Messina o comunque di artisti messinesi (che è quello che vuol essere), che operano e hanno operato anche lontano dalla loro città e talvolta sono molto affermati. Proprio per l’idea di testimonianza gli articoli (pubblicati, tutti tranne uno, su “Gazzetta del Sud”) sono rimasti tali e quali, senza alcuna revisione, informazioni di servizio comprese, adottando un rigoroso e asettico ordine alfabetico».

«Un’operazione – continua l’autore - completamente diversa dal mio precedente “Teatranti”, in cui tutto era stato rivisto, anzi rifatto. Perché? si potrebbe chiedere. Perché, anche a distanza di pochi anni, il decennio è “storicizzato”, come dimostra il fatto che due gallerie, importanti e molto attive, come “Orientalesicula” e “FortunaArte” non ci sono più, oppure che un’iniziativa meritoria quale il “Museo del Fango” non abbia trovato una sede pubblica. Conferma che la cultura in genere a Messina è sempre molto ricca di fermenti ma tutti di difficile stabilizzazione. La testimonianza, dunque, vuole essere anche sulla qualità e sulla perseveranza di un ambiente e di questi artisti e un pubblico riconoscimento di tutto ciò che hanno portato avanti tra mille difficoltà e costanti incomprensioni. Con la capacità di stare, molto spesso, al passo con i tempi, mai digiuni di ciò che di importante avveniva nel mondo artistico internazionale. È anche per questo che, con voluta esagerazione, ho inserito articoli sui grandi del passato (Antonello e Filippo Juvarra) o su eccellenti messinesi di parzialissima adozione, anche loro malgrado, quali Caravaggio e Giulio Aristide Sartorio».

L’autore sottolinea anche la scelta della sede della presentazione, legata al nome di Lucio Barbera, il compianto critico d’arte, cui sono dedicati anche due capitoli nel libro.

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