MESSINA

Estorsioni, 6 arresti

Estorsioni, 6 arresti

Destinatari del provvedimento cautelare sono stati i messinesi Maurizio e Santino Calabrò, Giuseppe Giacomo, Alessandro La Boccetta, Angelo Crisafi già detenuto, Beniamino Cirillo, anche lui in carcere per altre accuse.
Gli arresti sono stati disposti nell'ambito di una inchiesta, avviata nel 2014 dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Messina Sud e coordinata dai pm di Messina Liliana Todaro e Antonio Cerchietti, che ha già portato in cella Crisafi per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso al titolare un noto negozio di abbigliamento della città.
I successivi sviluppi dell'indagine hanno permesso di accertare che gli altri indagati erano coinvolti nella gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti e due di loro avevano la disponibilità di armi, utilizzate - a scopo intimidatorio - per sparare contro la vetrina di un'attività commerciale e contro le finestre dell'abitazione di un pregiudicato. In particolare, Crisafi, La Boccetta, Santino Calabrò e Cirillo operavano nel quartiere "Santa Lucia Sopra Contesse" mentre Maurizio Calabro' e Giacoppo tra i rioni "Gazzi" e "Villaggio Aldisio". In alcuni casi gli indagati hanno usato la violenza per prendersi i soldi della droga dagli acquirenti. E' stato accertato, infatti,che Crisafi ha minacciato un uomo che aveva contratto un debito. E' andata molto peggio a un giovane, rimasto vittima di una punizione da parte di Calabrò che, sempre per riscuotere il denaro, l'ha preso a bastonate. Non ottenendo i soldi è andato a minacciare il nonno della vittima che ha saldato il debito cedendogli a garanzia l'auto.
I militari hanno accertato anche che il 21 novembre 2014, dopo aver ottenuto la disponibilità di una pistola, due indagati hanno raggiunto a bordo di uno scooter la bottiglieria "La Spagnola" e sparato contro la vetrina in pieno giorno tra la folla. Il Ris ha scoperto che si trattava della stessa arma usata da Cacioppo contro la casa di Domenico Musolino, pregiudicato da "punire" perché aveva rubato senza 'autorizzazione'. (ANSA)

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