MESSINA

Topi in tribunale, protesta personale giudiziario

Magistrati, avvocati e funzionari chiedono attenzione e l'intervento anche del Comune per risolvere un problema divenuto di primaria importanza

Topi in tribunale, protesta personale giudiziario

Gli avvistamenti degli animali e dei loro escrementi non si contano più. Adesso chiunque si trovi a passare o ancor peggio a lavorare tra i fascicoli, soprattutto nel piano seminterrato del Tribunale, trova tracce dei roditori se non loro in carne e ossa da immortalare con i cellulari. Le denunce e le proteste si sommano, dopo quella dell'Associazione Nazionale Magistrati si aggiunge oggi quella del personale di palazzo Piacentini. Un'emergenza, ancora irrisolta, sostengono, frutto di carenze progettuali ed operative a tutti i livelli, frutto dell'assoluta mancanza di misure di contenimento prima e all'inesistenza di sistematici piani di controllo dopo. Interventi sporadici e limitati nel tempo che non tengono conto anche della dinamica complessa dell'ambiente che circonda l'area, sostengono, non possono garantire in alcun modo la buona riuscita delle operazioni necessarie. Oggi durante il sit-in di protesta nell'atrio di palazzo Piacentini durato un'ora, si è chiesto ad alcuni consiglieri comunali presenti di poter intervenire per avviare una disinfestazione anche nelle aree del circondario. Si tratta di un intervento straordinario e urgente hanno spiegato cancellieri, ausiliari, assistenti e funzionari del palazzo di giustizia, e la richiesta di interventi si aggiunge a quella che dovrà provenire dal Ministero della giustizia a cui compete la sicurezza dentro i tribunali. Intanto stamattina, dopo gli avvistamenti sopra le tastiere dei computer, altri topi sono stati notati nei locali. Le bustine di veleno distribuite nelle stanze hanno iniziato ad avere il loro effetto anche se emerge l'inidoneità dei locali e le carenze in termini igienici. A tutto questo si aggiungono, come hanno sottolineato i magistrati nel loro documento qualche giorno fa, fenomeni di infiltrazioni di umidità e di condensa dovuti a scarso isolamento termico, insufficiente illuminazione naturale e inadeguata areazione. Effetto di tutto questo il proliferare di insetti e la presenza di polveri tra fascicoli e materiali ammassati. Il grido è unanime: la richiesta di un intervento per l’adozione delle necessarie iniziative a tutela delle condizioni di lavoro dei magistrati, degli avvocati, del personale amministrativo e ovviamente dell'utenza che ogni giorno accede e sosta nel palazzo di giustizia.

Indignazione viene espressa dal presidente dell'Ordine degli Avvocati, Vincenzo Ciraolo. Ricordando che in base ad una convenzione il Ministero della Giustizia autorizza ad impiegare personale del Comune per la gestione delle esigenze di manutenzione, Ciraolo sostiene che Palazzo Zanca non ha mai provveduto ad adempiere quanto promesso rendendo, di fatto, inefficace la convenzione.

Quanto accaduto e continua ad accadere - conclude Ciraolo - è l'emblema della disattenzione, del pressappochismo e della noncuranza con cui viene gestito il settore giustizia

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