Messina

Antonio Saitta è il candidato del centrosinistra

Si è conclusa la telenovela della scelta del candidato del centrosinistra. Sarà l'ex pro rettore alla Legalità. Non escluso un ticket con la Timbro. Alessandro Russo si dimette da vice segretario PD . Palano Quero riflette.

Saitta nel Consiglio di presidente della Corte dei Conti

Alla fine il tavolo composito del centrosinistra ha deciso. E' Antonio Saitta il candidato della coalizione. Sono servite una lunga serie di riunioni, all'interno del PD, e con gli alleati, per sciogliere le riserve sul nome che comunque è stato sempre il favorito. Alla stretta finale erano rimasti solo Francesco Palano Quero e Giovanni Lazzari. Non è escluso un ticket con la Timbro (LEU) ma Liberi e Uguali deve passare domani, a sua volta da una direzione.

La scelta di Saitta, ha avuto come reazione le dimissioni di Alessandro Russo, renziano della prima ora e vicino a Palano Quero, dalla carica di vicesegretario provinciale del PD "in maniera irrevocabile a decorrere dalla giornata odierna. Le ultime vicende politiche riguardanti la città di Messina, purtroppo, mi confermano l'impraticabilità politica del dibattito all'interno del partito: è tempo che ne prenda atto".    

Alle 22 arriva il comunicato del segretario provinciale del PD Paolo Starvaggi

"Si è riunito il tavolo al completo del centrosinistra, che ha designato Antonio saitta quale candidato a sindaco per le amministrative del 10 giugno. Tale proposta è stata sottoposta agli alleati di art 1, i quali apprezzandone le qualità umane, professionali ed amministrative, si sono riservati di comunicare le loro determinazioni all'esito della riunione dei propri organismi già convocata per domani mattina, fin d'ora manifestando l'intenzione di potere condividere un percorso comune con il centro sinistra".

Affida alla rete la sua reazione Francesco Palano Quero "Non è politica quell'agire per cui, con l'obiettivo di raggiungere un accordo, solo una parte debba andare incontro all'altra. Questo si chiama imposizione. E non si dica che è democrazia. Avremo, eventualmente, modi e tempi per spiegare perché non è così.Mi auguro che chi di dovere lo comprenda.
Nel frattempo, riflettiamo, profondamente, sulle ragioni dello stare assieme".

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