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Università, giovedì si vota

Giovedì prossimo oltre 27.000 fra professori, studenti e personale tecnico amministrativo, sono chiamati a scegliere il 23esimo Rettore dell’università di Messina. In corsa Salvatore Cuzzocrea e Francesco Stagno d'Alcontres. Venerdì mattina lo scrutinio, il 27 marzo l'eventuale secondo turno.

Rettorato, si profila una corsa a due

Dopo l’economista , il farmacologo o il medico? L’Università in questa settimana è chiamata a scegliere chi dopo Pietro Navarra diventerà rettore fra Salvatore Cuzzocrea e Francesco Stagno d’Alcontres.
Una corsa all’ermellino arrivata a pochissime settimane dalle dimissioni anticipate del 22esimo rettore dell’università di Messina dal 1884 a oggi.
Urne aperte giovedì mattina dalle 8 e fino alle 20. Ma per sapere se già al primi turno ci sarà chi l’ha spuntata, occorrerà attendere l’indomani perché lo scrutinio scatterà venerdì mattina alle 8,30.
Il corpo elettorale, cioè chi voterà per decidere il nuovo rettore, quest’anno, per la prima volta, sempre con un voto ponderato comprende anche a tutti gli studenti, i dottorandi, gli assegnisti di ricerca e gli specializzandi. Un elettorato attivo quindi di circa 27.000 persone anche se il peso del voto cambia in base al ruolo all’interno comunità accademica. Un voto pieno è quello dei 1000 fra professori ordinari associati e dei ricercatori a tempo determinato e indeterminato. Vale molto meno quello dei quasi 24 mila studenti o dei 1200 dipendenti tecnico amministrativi.
Nel primo turno di giovedì perché possa eletto il nuovo rettore occorrerà che si realizzino due condizioni: che vada a votare la metà più uno della quota elettorale cioè considerando il peso ponderato. In pratica non servirà che vadano in 13500, ma quanti bastano per arrivare a circa 750 voti pieni. La seconda condizione è che uno dei due ottenga la maggioranza dei voti degli aventi diritto, quindi più o meno i soliti 750 voti circa. Se uno o nessuna delle condizioni non venisse soddisfatta, il mondo accademico si darebbe nuovamente appuntamento il 27 marzo, sempre con scrutinio il giorno successivo, quando basterà che uno dei due candidati ottenga la maggioranza dei voti validamente espressi, quindi al netto delle bianche, ma servirà sempre che a votare vada la metà più uno degli aventi diritto. Infine, extrema ratio, c’è il ballottaggio del 4 aprile in cui non conta quanti vanno a votare ma solo chi prende più voti.
Visto il gran numero di votanti, sono stati attivati ben 12 seggi, tutti nel plesso centrale in aula magna, aula cannizzaro, dipartimenti economia e giurisprudenza

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