messina

Via don Blasco altro stop

Una nuova brusca frenata per l'avvio dei lavori di realizzazione della via don Blasco. Manca la concessione demaniale. Il tratto che va dal Cavalcavia a via S.Cecilia sorge su area dello stato e il Comune non avrebbe chiesto l'autorizzazione

via don blasco

Ancora una brusca frenata all'avvio della realizzazione della via don Blasco il cui progetto non sembra essere nato sotto una buona stella. Ieri è arrivato, sul tavolo del segretario generale di palazzo Zanca, un nuovo documento con cui si invita il Comune a presentare istanza a Palermo per la concessione dell'area demaniale su cui dovrà sorgere la via del mare. La maggior parte dei quasi 4 km di tracciato ricade infatti su area di proprietà dello Stato e la competenza della gestione è dell'assessorato regionale del Territorio e dell'Ambiente. Sono questi uffici che devono dare l'autorizzazione perchè si possa procedere con i lavori. Ma la richiesta a Palermo non è mai arrivata ed ecco che ieri il dipartimento regionale ha invitato il Comune a produrre la relativa istanza. Il documento è stato inviato per conoscenza anche all’ufficio del genio civile, a Rfi e al consorzio Medil che deve effettuare i lavori. Siamo in pratica all'anno zero. Bisogna ricominciare dall'inizio, cioè dall'autorizzazione a effettuare lavori in un terreno che non è proprio. Il documento appena arrivato da Palermo fa riferimento alla nota del 25 gennaio scorso con cui il Genio Civile di Messina restituiva il progetto esecutivo al Comune perchè non lo autorizzava ai fini sismici. In uno dei 30 punti richiesti c'è quello relativo al nullaosta del codice della Navigazione sul tratto dell'infrastruttura viaria che si trova sul demanio marittimo regionale quello, si legge, che va dal Cavalcavia di via Tommaso Cannizzaro fino a via S.Cecilia. Che cosa accadrà adesso? I lavori non possono iniziare se prima non si è in possesso di questa autorizzazione. Il Comune dovrà richiederla e dopo l'eventuale ok dell'ufficio regionale saranno necessari una serie di passaggi. Sulle aree interessate, infatti, ci sono delle attività alle quali bisognerà revocare le concessioni date precedentemente, poi bisognerà formalizzare con un decreto la consegna delle aree al comune e solo dopo consentire l'avvio dei lavori. Insomma non sarà possibile tenere fede a quanto detto alla riunione del 29 gennaio scorso a palazzo Zanca tra i vertici tecnici dell'azienda che si occuperà del cantiere, la Medil di Benevento, e lo staff di lavoro dell'opera. Quell'incontro era stato convocato per decidere il cronoprogramma dei lavori anche in vista dello stop decretato dal genio civile per le carenze progettuali riscontrate ai fini sismici. Il cantiere sarebbe partito comunque, si era detto, lì dove era possibile. Nel frattempo si sarebbe prodotta la documentazione mancante. Ma adesso anche questa ennesima speranza sembra tramontata e i tempi si allungano a data da destinarsi.

Commenti all'articolo

  • PEPPINOM

    11 Febbraio 2018 - 12:12

    una sola parola "vergogna" giuseppe martorana

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