Messina

Emergenza incidenti mortali

Il 2018 è iniziato a Messina già con due morti sulle strade. Un dato sconcertante che ha spinto l'associazione familiari vittime della strada a lanciare un appello perché il problema venga affrontato dagli organi di stampa e dagli enti locali evitando fatalismo e sottovalutazione di un fenomeno per il quale non si sta facendo ancora abbastanza.

ambulanza

Il 2017 si è concluso a Messina con la perdita di quattro vite umane causata da incidenti stradali. Rispetto alla lunga sequenza di incidenti con morti e feriti del 2016, il risultato sembrava comunque segnare una controtendenza positiva dovuta ad un miglioramento delle condizioni di sicurezza in città ed ai buoni frutti dell’educazione stradale. Ma il 2018 è invece iniziato a Messina già con la perdita di due vite umane avvenuta il 10 gennaio.
Sono stati travolti due pedoni in condizioni diverse: Rossella De Leo di 52 anni, investita da un 23enne sulle strisce pedonali sul Viale Giostra e Natale Rebecchi 70 anni, centrato in pieno da un ventenne alla guida di una Lancia Musa nel tunnel buio che dal Viale Europa sbocca in via Don Blasco. Un inizio d'anno drammatico che secondo l'associazione familiari vittime della strada ed il suo presidente Giuseppa Cassaniti Mastrojeni ci deve invitare a riflettere per rimuovere le cause che hanno provocato questa situazione, per impedire che Messina si caratterizzi come città fatalista dove un incidente può sempre accadere.
L'associazione, da anni in prima linea nella ricerca della giustizia per le vittime degli incidenti stradali, ritiene necessario che il problema si discuta attraverso i mezzi di comunicazione per rafforzare le possibilità di prevenzione. Il silenzio non promuove cambiamento dice la presidente Cassaniti Mastrojeni che punta l'indice contro cittadini ed ed enti locali perchè, dice, non è accettabile che si muoia sulle strisce pedonali. Bisogna capire perchè ciò accada, cosa non ha funzionato, se si doveva fare di più.
Così come non è accettabile che una persona percorra a piedi un tunnel buio e privo di marciapiedi. L'associazione familiari vittime della strada si chiede cosa abbiano fatto gli enti locali per migliorare le infrastrutture in città, perchè quel tunnel non sia stato ancora dotato di luce e non sia stato indicato se è vietato ai pedoni o alle auto.
L'associazione, spalleggiata in questa campagna del Circolo Legambiente dei Peloritani, ritiene necessario promuovere la cultura della sicurezza stradale approfondendo quanto accaduto in questi primi giorni dell'anno e pianificando gli interventi di prevenzione, con campagne informative martellanti, controlli mirati, miglioramento delle infrastrutture e formazione responsabile dei conducenti, ponendo attenzione alle condizioni necessarie al conseguimento della patente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi