MESSINA

“Matassa”, definitivi i patteggiamenti

L’inchiesta sulle commistioni tra mafia e politica nelle consultazioni elettorali avvenute tra il 2012 e il 2013. La Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati da Angelo e Giuseppe Pernicone

“Matassa”, definitivi i patteggiamenti

C’è una prima “sentenza” per il processo Matassa sulle commistioni tra mafia e politica nelle passate consultazioni elettorali, tra il 2012 e il 2013, e sulla nuova geografia dei clan cittadini, che vede tra i 44 imputati anche l’on. Francantonio Genovese e il cognato ed ex parlamentare regionale Franco Rinaldi.

E deriva dal fatto che la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di Angelo e Giuseppe Pernicone, padre e figlio, ovvero due dei 44 imputati del processo in corso di svolgimento davanti alla seconda sezione penale del tribunale, presieduta dal giudice Mario Samperi.

I Pernicone, che sono assistiti dagli avvocati Salvatore Silvestro e Alessandro Billé, nel corso dell’udienza preliminare celebrata nel novembre del 2016 davanti al gup Maria Vermiglio, avevano scelto infatti di patteggiare la pena solo per una delle varie accuse contestate dai sostituti della Dda peloritana Liliana Todaro e Maria Pellegrino, la corruzione elettorale, mentre per il reato più grave di associazione mafiosa avevano scelto il rito ordinario, ed erano stati rinviati a giudizio (è il processo in corso citato prima).

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