MESSINA

Teatro, si dimette dal Cda il ragioniere Jervolino

Va via il rappresentante nominato dalla Regione che prima di essere membro del Cda è stato commissario straordinario, e prima ancora presidente del collegio dei revisori dei conti

Teatro, si dimette dal Cda il ragioniere Jervolino

«Il sottoscritto Rag. Salvatore Jervolino rassegna, in data odierna, le proprie dimissioni, dall’incarico di consigliere del Teatro Vittorio Emanuele».

Con questa scarna email di appena tre righe inviata ieri mattina al sovrintendente Egidio Bernava, finisce in pratica l’era-Jervolino” nel nostro Teatro. Va via il rappresentante nominato dalla Regione che prima di essere membro del Cda è stato commissario straordinario, e prima ancora presidente del collegio dei revisori dei conti.

E per avere un nome nuovo del Cda ora a tre membri, voluto dal nuovo corso regionale d’austerity, si dovrà aspettare la fine di dicembre se tutto va bene, tra campagna elettorale, insediamenti vari e “prese di coscienza”.

Il caso-Jervolino nelle settimane precedenti l’approvazione contabile - senza il suo voto -, dei cartelloni di Prosa e Musica, aveva portato alle stelle la tensione nel principale polo culturale cittadino, nel guazzabuglio di un “tutti contro tutti” che aveva rischiato di far saltare ogni cosa. Adesso dopo la presentazione delle due stagioni e l’apertura della campagna abbonamenti le acque sembrano più tranquille. Il sovrintendente Bernava anzi, che sulle prime ebbe un lungo “idillio” con Jervolino, poi però naufragato, afferma con soddisfazione che gli abbonamenti tra Prosa e Musica hanno toccato ieri quota mille. E sui fondi Furs assicura che dopo l’invio dell’ultima nota di chiarimento alla Regione non dovrebbero esserci più problemi per l’accreditamento. Bernava afferma di aver messo mano anche alla questione del personale dell’Ente, per chiudere il cerchio di una questione che evidentemente Jervolino, da commissario, non ha portato a compimento. Vedremo nelle prossime settimane.

Tornando al dimissionario Jervolino non bisogna dimenticare che da membro del Cda si era astenuto dalla votazione del bilancio, nonostante il parere favorevole dei revisori dei conti, e addirittura si sarebbe rifiutato di prenderlo in esame, salvo poi lamentare il fatto di non averlo potuto approfondire. Un atteggiamento che aveva irritato sia gli altri componenti del Cda sia i revisori dei conti stessi, i quali avevano fatto notare che gran parte dei numeri di quel bilancio erano proprio frutto della gestione Jervolino.(n.a.)

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