MESSINA

Via Don Blasco, c'è la firma

Su una delle opere più attese per la città

Via Don Blasco, c'è la firma

Quasi trenta anni di attesa, visto che la prima idea risale al 1989. Si sono succeduti qualcosa come sei sindaci e 16 assessori al ramo, sei prezziari regionali ed un costo che è passato da 8 miliardi a 24 milioni di euro. La nuova via Don Blasco adesso è pronta per nascere.
A sciogliere l'ultimo nodo ci ha pensato il Cga che ha respinto la richiesta di sospensiva proposta dalla azienda arrivata seconda nella gara d'appalto. E' bastato questo per organizzare il tavolo di oggi e le tanto attese firme.
La  nuova via don Blasco, nascerà sul tracciato dell'attuale strada, proseguirà lungo una parte della via S.Cecilia, quindi entrerà nell'area FS della "piccola velocità" e dopo aver superato il viale Europa, arriverà attraverso la via Maregrosso sino all'altezza del viale Gazzi, passando dalla via Franza ex via Acireale.

Nella parte bassa del viale Europa, sarà realizzata una rotatoria lì dove attualmente sono posizionati una decina di box del “mercatino delle pulci”. All’altezza della via Santa Cecilia invece sarà scavata la strada per un metro e mezzo per far passare i camion sotto il ponte della ferrovia. Tra viale Europa e via Salandra e tra via Salandra e via Maregrosso, sono previste le demolizioni più corpose. 3 km e ottocento metri il percorso totale ma solo 800 metri sono di nuova costruzione.
Il capitolo espropri è forse quello di delicato. Una decina i nuclei familiari quelli che dovranno lasciare la case d'Arrigo, mentre due sono le aziende che saranno risacite e cjhe dovrano essere delocalizzate. Oggi primo incontro a Palazzo Zanca per trovare un punto di contatto. Il Comune si è presentato con i soldi e questo non potrà che facilitare il clima di collaborazione. Ma oggi al tavolo i responsabili hanno. “Solo il giudice può fermare gli espropri”.

I 27 milioni stanziati, ma dopo il ribasso ne basteranno 24, sono finanziati per 15 milioni dallo Stato, per 7 milioni dalla Regione e per 5 milioni dall’Autorità Portuale. Previsti anche i 5 milioni previsti per gli espropri. Di questi, 1 milione e mezzo sono per le aree ex ferroviarie e la parte restante per case, terreni e attività.
A settembre '16, 35 furono le offerte pervenute all’Urega che poi impiegò sei mesi per l’aggiudicazione provvisoria alla Medil una società consortile beneventana composta da 55 aziende e oltre 1000 dipendenti che oltre ad un ribasso del 12% ha promesso di finire i lavori in 320 giorni, dieci mesi o poco più.

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