MESSINA

Eredità, sarà battaglia legale

Nel caso della casalinga messinese che ha ereditato due miliardi di vecchie lire che la Banca d'Italia non intende convertire in euro. Se fallirà la mediazione in corso la donna, che da qualche anno vive a Como, intenterà causa a Bankitalia con l'assistenza di Agitalia, l'agenzia che sta seguendo decine di casi analoghi

Trova 60 milioni di lire  ma Bankitalia lo “gela”

Non parla la casalinga messinese che rischia di perdere un'eredità di oltre due miliardi di vecchie lire. Chiusa nel suo appartamento a Como, dove si è trasferita da parecchi anni, si prepara ad una dura battaglia legale per recuperare l'ingente somma che la Banca d'italia non intende riconoscerle perchè non può essere convertito in euro in quanto ormai caduta in prescrizione. E così in poco tempo la donna è passata dalla gioia di essere una potenziale milionaria alla delusione per il diniego opposto da Bankitalia.
A luglio, dopo la morte di uno zio paterno imprenditore, che non si era mai sposato e non aveva figli, ha scoperto di aver ereditato gran parte del suo patrimonio. Tra queste anche un conto corrente con cassetta di sicurezza in un istituto di credito di Lugano. Una volta aperta la cassetta si è scoperto che conteneva una fortuna in lire e titoli di Stato, per un ammontare di circa 2 miliardi. Quando però si è presentata alla Banca d'italia per convertire il denaro si è sentito rispondere che l'operazione non era possibile. Un colpo basso che la casalinga messinese non si aspettava. Così si è rivolta ad AgItalia, un'agenzia che si sta occupando di decine di casi del genere in tutto il Paese, anche se, spiega Giovanni Rossetti portavoce di Agitalia, quello in questione ha sicuramente l'importo più elevato. L'intoppo è rappresentato dal decreto Monti che ha sancito l’immediata decadenza della conversione della lira in euro ma in molti tribunali italiani è già stata sollevata la questione di legittimità. La donna, attraverso il legale dell'associazione, l'avvocato De Angelis, sta tentando di trovare un accordo bonario con la Banca d'Italia. Una mediazione per giungere ad una soluzione della vicenda. Ma la stessa Agitalia appare pessimista. Troppo alto l'importo, poco più di un milione di euro, perchè Bankitalia possa cedere. Più probabile che l'ereditiera messinese sia costretta a far causa alla Banca centrale d'italia per veder riconosciuto quello che ritiene un diritto violato. Al momento sul caso non esiste una sentenza definitiva da parte della Cassazione ma diversi giudici di primo grado hanno già obbligato Bankitalia a convertire il denaro. Ma si trattava di somme notevolmente inferiori. Questa volta la sensazione è che si assisterà ad una battaglia legale senza esclusione di colpi.

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