MESSINA

Cade dal letto e muore, 13 indagati

Un paziente che era ricoverato all’istituto ortopedico di Ganzirri. Trasportato da un’ambulanza del 118 è deceduto all’ospedale Piemonte

Cade dal letto e muore, 13 indagati

Tredici medici sono stati iscritti nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Antonella Fradà con l’accusa di omicidio colposo, per la morte del paziente Carlo Galimi, avvenuta il 29 settembre scorso alla Rianimazione dell’ospedale Piemonte a conclusione di una vicenda molto particolare e complessa.

L’uomo, secondo una prima ricostruzione dei fatti, di corporatura molto robusta oltre i cento chilogrammi di peso, mentre era ricoverato all’Istituto Ortopedico del Mezzogiorno “E. Scalabrino” di Ganzirri, è caduto dal proprio letto battendo violentemente la testa sul pavimento. Da qui si è innescato un percorso medico di emergenza che ha visto l’uomo prima trasportato da un’ambulanza del 118 all’ospedale Papardo, e poi il trasferimento alla Rianimazione dell’ospedale Piemonte, a quanto pare per mancanza di posti disponibili nel primo ospedale. Al “Piemonte” è arrivato in condizioni molto critiche.

L’inchiesta ha già registrato ieri pomeriggio l’esecuzione dell’autopsia sul corpo del paziente, che il magistrato ha affidato a tre specialisti, ovvero il medico legale Antonio Messina, il neurochirurgo Ettore Macrì e lo specialista in anestesia e rianimazione Amaliachiara Santamaria.

L’autopsia è stata eseguita ieri pomeriggio ed è durata parecchie ore.

Il tenore dei quesiti che il magistrato ha rassegnato ai tre consulenti è molto specifico. Anche perché è necessario capire per il magistrato in maniera chiara cosa sia realmente successo e soprattutto se l’ampio ventaglio iniziale di indagati tra i medici delle tre strutture - Istituto Ortopedico, Servizio 118 e Ospedale Piemonte -, si debba ridurre o addirittura ampliare rispetto alle presunte responsabilità sulla morte del paziente.

Il magistrato ha chiesto infatti tra l’altro ai tre consulenti, intanto di ricostruire cosa sia veramente successo durante il ricovero allo “E. Scalabrino”, poi di verificare la tempistica dei soccorsi iniziali e secondari, e quindi le terapie che sono state messe in atto dopo il grave fatto traumatico che il paziente ha subito. (n.a.)

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