messina

Sequestrato lo stabile di villa Cappellani

La DIA di Messina e i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Messina, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, hanno sequestrato l'intero complesso immobiliare di Villa Cappellani, nota struttura sanitaria della città. L'attività della clinica continuerà perche il gruppo Giomi che la gestisce risulta estraneo.

Sequestro Cappellani, ecco i dettagli

Tutto nasce nel settembre del 2010, quando alla DIA arriva una delle 97000 annue segnalazioni sospette di trasferimento di denaro. E'quella di un intermediario che segnala come è in atto un tentativo di riportare in italia le quote societarie di una società con sede in lussemburgo, approffitando della scorciatoia dello Scudo fiscale ter, che garantisce l'anonimato.
A quel punto iniziano le indagini che sono poi si sono sviluppate più di recente in 18 mesi di intercettazioni e pedinamenti per risalire alla catena di comando di una operazione finanziaria assai complessa.
In estrema sintesi nasce nel paradiso fiscale del Lussemburgo una società, la Aughi, nella quale vengono trasferiti nel 2002 capitali per circa 2,5 milioni di euro che prima sono transitati attraverso la Svizzera. Contestualmente in Italia nasce una società, la Villa Cappellani srl ed uno dei due soci è il consulente ed ex Revisore dei conti del comune Dario Zaccone, oggi indagato per riciclaggio. La Aughi acquisisce le quote della Villa Cappellani e con essa l'immobile dell'omonima clinica pagato con qui 2, 5 milioni . Molti anni dopo, e siamo al 2010, attraverso lo scudo fiscale - sempre secondo la ricostruzione fornita oggi dagli uomini della Dia, della gdf e dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita, quelle quote lussemburghesi, rientrano in Italia acquisite dalla Immobiliare Cappellani Srl, una nuova azienda direttamente riferibile a Dino ed Aldo Cuzzocrea e ad Antonio Di Prima. Attraverso le indagini è emerso come sin dal 2002 i soldi portati in Svizzera e poi in lussemburghese farebbero riferimento ai tre, e che l'operazione finanziaria anche dell'acquisto di villa Cappellani sia avvenuta attraverso dei prestanome. Dopo il transito attraverso lo scudo fiscale i tre sarebbero venuti allo scoperto entrando in possesso in prima persona della Società che ha la proprietà dell'immobile ma che niente ha a che fare con la società che gestisce l'attività sanitaria, del tutto estranea alla vicenda, di villa Cappellani
Dino e Aldo Cuzzocrea sono indagati per il reato di trasferimento fraudolento di titoli e valori. Il sequestro riguarda l'intero patrimonio della immobiliare cappellani srl compresa la sede della Clinica che verrà affidata ad un amministratore giudiziario, mentre l'attività sanitaria del gruppo Giomi prosegue regolarmente. Il valore del sequestro è di circa 10 milioni di euro.

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