Messina

Rischio sismico, nuove direttive

Incontro al Genio Civile per presentare una nuova direttiva del Genio Civile emanata ieri

Rischio sismico e patrimonio monumentale

Leonardo Santoro

La conferenza stampa è capitata proprio il giorno dopo del terremoto del Messico dove interi palazzi si sono accartocciati come il burro alle sollecitazioni di un sisma di magnitudo elevata. Un paragone con il sottosuolo messinese che è servito da introduzione alla conferenza stampa di oggi. L'ingegnere capo del Genio Civile, Leonardo Santoro, ha illustrato le restrizioni previste dalla nuova direttiva emanata il 18 settembre che per legge bisogna rispettare. I terreni su cui sorge Messina hanno la stessa vulnerabilità di quelli di Città del Messico. La microzonazione sismica, prevista dalla norme di salvaguardia del nuovo piano regolatore è il piano che consente di fornire importanti elementi tecnici sulla risposta sismica del suolo cittadino e a Messina non c'è luogo, ha spiegato Santoro, dove il terreno sia costituito da roccia compatta, in pratica la più resistente alle scosse. Una frustata a tutti: costruttori, ingegneri, architetti ma anche semplici cittadini che da oggi, con la nuova direttiva, non potranno più effettuare interventi di natura invasiva sulle strutture. Quattro gli obiettivi riassunti nel documento: vietata la realizzazione di interventi impiantistico funzionali che danneggino le  strutture rendendole vulnerabili al sisma. Gli esempi mostrati con immagini più che eloquenti dimostrano come anche una finestra modificata possa diventare elemento di vulnerabilità di un intero palazzo. Secondo: imporre limiti agli interventi invasivi. Non sarà in pratica consentita più di una sopraelevazione anche negli edifici in cemento armato e sono stati imposti limiti agli abbattimenti delle murature interne con obbligo di cerchiatura dei varchi. Terzo punto della direttiva la regolamentazione per realizzare le opere minori con l'introduzione dell'obbligo di progettazione sismica e infine l'accelerazione delle procedure amministrative del cosiddetto “Sisma bonus”. Si tratta di un'agevolazione fiscale fino all' 85%  finalizzata alla prevenzione sismica. Si può ottenere effettuando lavori di miglioramento statico sul patrimonio edilizio esistente. Gli interventi oltre ad essere indispensabili per la sicurezza di ognuno in caso di sisma se non effettuati possono essere perseguibili per legge. Se un cittadino ha contezza che si stiano effettuando lavori che compromettono la vulnerabilità sismica di un palazzo può effettuare la segnalazione al Comune che invierà sul luogo i Vigili Urbani per un processo verbale e il successivo intervento degli esperti del Genio Civile.

Commenti all'articolo

  • Timshel

    22 Settembre 2017 - 07:07

    Finalmente i messinesi si risvegliano dal lungo letargo?Finalmente capiscono che rischio corrono?Troppo tardi. La città è vulnerabilissima, si è costruito in modo scellerato, in posti a forte rischio, aggredendo colline, e con criteri di nessuna valenza antisismica. Colpa dei privati me sopratutto di costruttori, architetti e di chi doveva vigilare. Messina è in tutta evidenza una città pericolosa

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