TAORMINA

Dalai Lama: "Crisi emotiva in società consumistiche"

Dalai Lama: " Crisi emotiva in società consumistiche"

Il valore della pace e dell'istruzione. La pace sopra tutto, la formazione delle nuove generazioni. "Perché troppe generazioni hanno fallito. Lo dimostra la storia del 20. secolo, un secolo di sangue". Si sviluppa lungo queste due coordinate la conferenza stampa, prima, alla quale ha assistito seduto in un angolo Franco Battiato, e l'intervento al Teatro antico, poi, del XIV Dalai Lama. Siamo al cospetto di una "Umanità confusa e smarrita": è il sindaco di Taormina a dare il benvenuto al Dalai Lama. "Taormina è gratificata, è benedetta dalla sua presenza. Si può non essere credenti, ma non si può non essere d'accordo con chi sostiene che la Pace è al di sopra di tutto".


A portare i saluti del governo regionale è stato l'assessore al Turismo, Anthony Barbagalo. "La sua parola è attesa soprattutto sui temi della pace e dell'immigrazione".
Quindi l'intervento di Renato Accorinti, introdotto da un'ovazione. "I sogni si avverano, basta crederci". Ė un sogno per Accorinti avere qui il Dalai Lama. Cita Gandhi, Madre Teresa di Calcutta, Martin Luther King, Papa Francesco. "I saggi aprono la porta, poi sta agli uomini percorrere la strada". Il primo incontro nel 1996 a Palermo, quando Accorinti rivolgendosi al Dalai Lama auspicò che un giorno potesse venire a Messina, 21 anni dopo l'auspicio si è avverato. Quindi il conferimento dell'onorificenza della Città metropolitana di Messina.


Il Dalai Lama prende la parola, un problema al ginocchio lo costringe a star seduto. "Vi porto un messaggio molto antico, dell'ottavo secolo, lo faccio in questo posto, il Teatro di Taormina, un posto meraviglioso e antico quasi quanto la filosofia e le tradizioni di cui sono portatore".
"Le antiche civiltà che si sono sviluppate in Asia hanno portato al mondo uno straordinario numero di pensatori. Nel mondo moderno c'è una grandissima crisi emotiva malgrado si viva in società consumistiche. È questa crisi si riflette sui leader del mondo".
"Quando mi metto in relazione agli altri, io mi sento un uomo tra i sette miliardi che popolano la terra. Siamo uguali, abbiamo tutti le stesse emozioni".
"Il mio impegno principale è promuovere l'unità della razza umana, il mondo stesso ce lo sta dicendo: il riscaldamento è globale, l'economia è globale. Le guerre, i soprusi, le carestie, perché queste cose avvengono? Perché c'è troppa enfasi sulle differenze secondarie: il colore della pelle, la razza. Bisogna invece porre enfasi sull'unità della razza umana, dobbiamo promuovere la fratellanza. È su queste basi che dobbiamo fondare il nostro modo di vivere insieme. I soprusi, gli abusi, gli assassinii di donne e bambini non valgono niente. È meraviglioso che la vostra terra da anni accolga chi fugge da guerre. Vi ringrazio a nome loro. Noi tibetani in esilio siamo circa 150mila. Ospitati dall'India, non pensiamo di non tornare a casa. Ai rifugiati bisogna dare asilo, ma poi bisogna aiutarli a tornare a casa. Agli adulti bisogna insegnare come ricostruire nei loro Paesi, ai bambini e alle donne bisogna offrire cura e istruzione. Il mondo va affrontato con una visione lungimirante. Noi siamo animali sociali, dobbiamo includere per raggiungere la pace. E nessun metodo violento può portare la pace".

"Come buddista promuovo l'armonia interreligiosa. L'India in questo senso è un esempio: convivono tutte le religioni da tremila anni. Certo, qua e là dei problemi sorgono, ascrivibili a individui, ma fondamentalmente le diverse e molteplici religioni convivono. Il concetto di amore universale prescinde dalle religioni monoteistiche o politeistiche. Non è un problema avere filosofie diverse, tutte danno risposte ai bisogni dell'uomo. Tutte concorrono alla formazione dell'amore e del responsabilità per approdare all'armonia. Oggi i media dicono terroristi musulmani: è una definizione sbagliata! La jihad è una guerra interna. Nel momento in cui uccidi smetti di essere musulmano o buddista o cattolico, sei solo terrorista!".


Poi le domande del pubblico. Il primo a rivolgersi al Dalai Lama è uno statunitense in vacanza a Taormina, scelta con la moglie per festeggiare i 50 anni di matrimonio. È un docente universitario preoccupato per l'escalation negativa dei rapporti tra USA e Corea del Nord.
La risposta del Dalai Lama: "Entrambi i presidenti si mettono in relazione in modo troppo emotivo. La loro mente è dominata da orgoglio e sospetto. Io considero gli USA il paese guida del mondo libero. Amo molto gli USA. Ma il modo in cui Trump ha parlato non mi ė piaciuto, non mi è piaciuto l'America First, questo concetto è sbagliato".

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