messina

"Dai torrenti non si passa"

L'ingegnere capo del Genio Civile Leonardo Santoro torna a porre l'attenzione sull'attraversamento dei torrenti per raggiungere le abitazioni. Il compito dio trovare soluzioni alternative spetta ai comuni e nel frattempo, in caso di eventi alluvionali, vanno attivati i sistemi per impedire il transito ad auto e pedoni

"Dai torrenti non si passa"

Persino un incontro urgente chiesto al prefetto Ferrandino, nel dicembre scorso, ed un tavolo tecnico convocato con gli ordini professionali nel luglio di un anno fa per porre la questione delle abitazioni che insistono ai margini dai tantissimi torrenti che attraversano il lunghissimo territorio comunale. Diversi inoltre, gli altri interventi dell'ingegnere capo del Genio Civile, Leonardo Santoro per richiamare l'attenzione su un problema delicatissimo e sul quale persino la corte di Cassazione si è recentemente pronunciata demandando alle amministrazione locali il reperimento di strade alternative per consentire ai cittadini di raggiungere la proprie abitazioni, evitando di transitare nell'alveo dei torrenti. A Messina, da questo punto di vista non è stato fatto granché negli ultimi anni ed il pericolo persiste ogni qualvolta si manifestano eventi atmosferici avversi. Come all'alba di lunedì quando un violento acquazzone ha interessato la città dove fortunatamente non si sono registrati danni ingenti. Quelli più seri, e per fortuna senza conseguenze per la popolazione, nel villaggio collinare di S. Michele dove gli abitanti sono costretti ad attraversare il torrente per raggiungere casa. E così, anche in tanti altri villaggi e rioni della città, dove si richiede di trovare soluzioni alternative al letto dei corsi d'acqua. Da Zafferia a Papardo, da S. Filippo a Fiumara Guardia, da S. Stefano a Tono, tanto per citarne solo alcuni nel comune di Messina. Tantissimi altri casi si registrano in provincia, a sud e a nord.
Nel corso del suo mandato iniziato nel 2014, l'ing. Santoro ha rivolto una serie di atti di indirizzo agli enti locali per fornire indicazioni tecniche utili alla salvaguardia delle opere di attraversamento dei corsi d'acqua e, nonostante questo alcuni Comuni, oltre ad essere inadempienti rispetto ai loro obblighi, come le attività di presidio idraulico in seguito ad allerta meteo, hanno continuano ad indicare il Genio civile come l'organo responsabile delle attività manutentive. Almeno fino a quando si è pronunciata la Cassazione. Ma neanche dopo è stato fatto nulla.

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