Chiusura case riposo

Si prova la strada della moratoria

Il sindaco ha convocato a Palazzo Zanca i gestori delle strutture dichiarate inidonee. Verrà costituito un tavolo di lavoro per “tamponare” l’emergenza sociale.

Si prova la strada della moratoria

Il sindaco Giuseppe
Buzzanca  ha
convocato a Palazzo Zanca i gestori
delle 22 case di riposo che
hanno ricevuto proprio dal Comune
l’inibizione all’attività, a
causa del mancato rispetto di
una circolare regionale del febbraio
del 2003 (partorita dall’assessore
agli Enti locali del tempo,
il messinese Antonio D’Aquino).
Durante l’incontro il sindaco
ha confermato quanto già dichiarato
nelle settimane scorse:
piena condivisione sulle ragioni
espresse dai titolari delle strutture,
che ritengono troppo stringenti
le prescrizioni di quella circolare,
regole definite addirittura
«inapplicabili alle strutture
private». Il percorso primario rimane
quello legislativo: il problema,
ha garantito il sindaco
pur non essendo più deputato regionale,
sarà portato a Palermo,
con una richiesta di modifica
della circolare “della discordia”.

Ma c’è anche un’ipotesi, utile più
che altro a “tamponare” l’emergenza:
una moratoria. «Stiamo
cercando di venire incontro alle
esigenze dei titolari delle case,
nel rispetto della legge. Va sottolineato
che alcune strutture si sono
adeguate alla circolare, molte
altre però no, spesso tra l’altro
non per volontà, ma per l’impossibilità,
nei casi di realtà che operano
da decenni, di modificare il
proprio assetto strutturale, pur
essendo pienamente in regola
dal punto di vista igienico-sanitario.
Siccome parliamo di un
problema sociale enorme, 400
persone che rischierebbero di ritrovarsi
senza un tetto, il primo
tentativo che faremo sarà di fare
una moratoria. Si dovrà studiare
tutto nei dettagli, anche per trovare
poi il modo di intervenire a
livello regionale».

Ulteriori approfondimenti sul nostro quotidiano a pagina 28

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