Calcio

Messina di Proto, il caso abbonamenti

Aspettando che il nuovo Messina lanci la sua campagna abbonamenti, arrivano diverse segnalazioni da sportivi messinesi che avevano prenotato la tessera con la vecchia proprietà e non hanno ancora ricevuto il rimborso. “Si tratta di un'ottantina di abbonati” spiega l'ex dg Manfredi. “Avranno i loro soldi”.

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Erano circa milletrecento. Più di milleduecento di loro hanno già ricevuto il rimborso, ne sono rimasti fuori più o meno ottanta. E per loro ottenere indietro i soldi che – a scatola chiusa – avevano messo a disposizione del Messina, si è rivelato un po' più complicato del previsto.

La mancata iscrizione in Lega Pro del vecchio Acr di Franco Proto è ormai un fatto tristemente consolidato. I messinesi sono già proiettati sul futuro e attendono di conoscere le intenzioni del nuovo patron Pietro Sciotto per la campagna abbonamenti. Non tutti, però, hanno smesso di pensare al passato recente, perchè c'è chi al danno sportivo della mancata iscrizione in terza serie teme di dover aggiungere la beffa di aver buttato via i soldi degli abbonamenti.

In questi giorni sono arrivate diverse segnalazioni di tifosi che non sono ancora riusciti a ottenere i soldi indietro. La vecchia società aveva promesso di restituirli a tutti e a conti fatti, è andata effettivamente così. O quasi. Perchè qualche fisiologico problema c'è stato. Chi aveva acquistato il biglietto nei punti vendita convenzionati ha avuto il suo rimborso, le difficoltà si sono invece registrate per una parte degli abbonati che avevano scelto di sottoscrivere la tessera nel punto vendita curato direttamente dal Messina, all'Euronics.

I primi a chiedere quei rimborsi hanno ottenuto i soldi, gli ultimi 80 invece non ancora. Perchè quei soldi, a differenza degli altri, erano stati trasferiti direttamente su un conto corrente riconducibile al Messina calcio e dunque oggi bloccato dall'aggressione dei creditori della vecchia società. Di fatto, i soldi sono ancora lì, ma il vecchio Messina non può toccarli. L'ex presidente Proto, insieme all'ex dg Manfredi e agli altri collaboratori sta cercando di risolvere il problema. L'obiettivo è quello di trovare una strada per rimborsare tutti. Servono diecimila euro. Una cifra irrisoria, rapportata all'ulteriore danno d'immagine che provocherebbe il mancato rimborso. Ecco perchè, alla fine, è logico immaginare che una soluzione si troverà.

La società ha preannunciato che nei prossimi giorni invierà una comunicazione privata ai singoli abbonati per spiegare tempi e modalità del rimborso. Insomma, il caso sembra già chiuso. 

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