Messina

Intorno ai laghi di Ganzirri regna il degrado

Il grande equivoco sulla gestione nelle aree prossime alla riserva rende complessi gli interventi

Intorno ai laghi di Ganzirri regna il degrado

Dovrebbe rappresentare uno dei gioiellini di Messina, con i suoi scorci mozzafiato, la natura, il rapporto quasi tangibile con il mare, la tradizione. A Ganzirri invece spesso conviene otturare il naso e non abbassare troppo lo sguardo verso i laghi. Gli spazi, sia quelli che ricadono nell’area della Riserva naturale che quelli immediatamente attigui, sono tutt’altro che curati. La sporcizia regna, segno dell’inciviltà dei cittadini ma anche sinonimo di una scarsa attenzione amministrativa. E poi marciapiedi dissestati, ridotta illuminazione, erbacce che spuntano ovunque invadendo il percorso pedonale. Di base l’inghippo è rappresentato dallo status della zona, in buona parte ricadente nella Rno di pertinenza della Città Metropolitana. Il regolamento di gestione, riflesso di quello regionale che regola la materia, obbliga di fatto a limitare gli interventi ed effettuarli solo seguendo certe procedure. Per rispetto della natura e delle specie protette. Il problema è che più di frequente i “proprietari” diventano ratti, pure di grandi dimensioni, accompagnati nelle loro corse dai cattivi odori. Qualche tempo fa, seppure per una fase limitata, tramite una sinergia tra ex Provincia e Ato3 erano stati definite delle azione congiunte che avevano migliorato e riqualificato il contesto generale. Ma in questo momento, viste le condizioni di quasi smobilitazione in cui si trovano le due realtà, diventa difficile potere immaginare qualcosa di simile. L’area dovrebbe essere sorvegliata da un impianto recentemente installato ma evidentemente non basta a renderlo dignitoso. «La competenza è di Palazzo dei Leoni», ha confermato l’assessore comunale Daniele Ialacqua. Per avviare dei servizi Palazzo Zanca dovrebbe chiedere l’autorizzazione o ricevere un richiesta.

Discorso diverso invece per quanto riguarda la presenza di topi nel centro della città. Con tre differenti ordinanze sono stati incaricati alcuni privati, lo Iacp e l’Amam di intervenire sulle proprietà di riferimento. Mentre il Comune non ha provveduto ad avviare la relativa disinfestazione: «Sono stati trovati 40 mila euro, da un fondo, che potevano essere utilizzati, purtroppo però qualcosa si è bloccato negli uffici», ha spiegato Ialacqua. Prima un cambio di dirigente a luglio, poi i ritardi nell’avvio delle procedure per l’affidamento, nonostante le diverse sollecitazioni dell’assessorato. Tante però sono le segnalazioni giunte ai vigili urbani per la presenza di ratti, ad esempio in via Tommaso Cannizzaro: «Invito comunque a contattare l’ufficio competente per disinfestazioni mirate», ha chiarito Ialacqua.

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