Messina

«Abolire il pedaggio a Ponte Gallo»

Il consiglio comunale accoglie le istanze del comitato spontaneo che ha raccolto 6 mila firme. Verrà presentata richiesta di audizione in Commissione Viabilità all’Ars

«Abolire il pedaggio a Ponte Gallo»

La battaglia per l’abolizione del pedaggio allo svincolo di Ponte Gallo continua senza sosta, rinfrancata dalle oltre seimila firme raccolte dal comitato spontaneo guidato dal consigliere della 6. Circoscrizione, Mario Biancuzzo. L’esponente della Municipalità ha esposto tutti gli aspetti della vicenda durante una seduta della Commissione comunale Viabilità, durante la quale si è parlato dei disagi economici che i messinesi dei villaggi che sorgono all’estremo nord del territorio devono affrontare per delle scelte che il Consorzio Autostrade Siciliane non sembra intenzionato a rivedere.

Una «discriminazione bella e buona», tale la considerano i residente a Ortoliuzzo, Rodia San Saba, Marmora, Spartà e via dicendo. Perché non si tiene conto geograficamente del luogo in cui ricade il casello, cioè suolo cittadino. E di conseguenza si usa un metro e un approccio diverso non solo per gli utenti che utilizzano le altre uscite della Tangenziale di Messina, ma anche rispetto alle altre province siciliane, per le quali non è previsto alcun pagamento trattandosi di arterie di servizio locale. Tutte dinamiche approfondite in Aula a Palazzo Zanca, con i consiglieri comunali ma anche con i due soli deputati regionali che hanno raccolto l’invito ad affrontare la questione (tra gli assenti, l’unico a giustificarsi è stato Franco Rinaldi).

Il parlamentare di Forza Italia, Santi Formica, si è dichiarato disponibile a farsi portatore di una proposta di convocazione della Commissione Bilancio all’Ars a settembre per affrontare il tema tramite l’audizione di una delegazione locale. «Le dinamiche sono abbastanza chiare – ha affermato l'azzurro –, bisogna riuscire a dar loro attenzione nel momento giusto per ottenere il risultato sperato. Ci sono numeri che ballano, per i bilanci del Cas che potrebbero diventare anche dell’Anas se dovesse concretizzarsi la fusione. In questi mesi che restano prima della fine del mandato bisogna provare ad intervenire». Il civico consesso potrebbe procedere all’approvazione di un ordine del giorno da sottoporre all’Assemblea regionale, ma i tempi rischiano di allungarsi troppo visto che la ripresa dei lavori del Consiglio è prevista per il 29 agosto, dopo la pausa estiva. In ogni caso un odg era già stato approvato nell’ottobre del 2015, ma non ha portato ad alcun risultato.

«L’idea di andare all’Ars per rappresentare la voce della comunità può essere buona», ha aggiunto il capogruppo a Palermo di Sicilia Futura, Giuseppe Picciolo, non escludendo comunque di coinvolgere il direttore generale Pianificazione strategica Anas, Ugo Dibennardo. Anche fuori dai contesti “ufficiali”, per così dire. «Il problema è storico ma va individuata la formula giusta – ha proseguito il leader del Pdr –. Personalmente non vedo di buon occhio una liberalizzazione totale, che porterebbe anche i residenti dei comuni più a est della fascia tirrenica ad uscire in questo casello intasando oltremodo la Statale da Villafranca a Rometta.

Andrebbe piuttosto immaginata una card o una sorta di telepass per gli abitanti “documentati” dei villaggi Nord, che sono i veri penalizzati». Non si risolverebbe però l’inghippo per tutti gli altri messinesi, che ad esempio per arrivare a Mili, Briga, Giampilieri, Santa Margherita, non pagano uscendo a Tremestieri. Perché dovrebbero farlo per recarsi sulla sponda tirrenica?

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