Capo d'Orlando

Oggi l’ultimo saluto a Gea

In forma privata, i funerali di Gea Papa, la ragazzina di 14 anni morta dopo una caduta dalla scoglio “Grande” sulla riviera di San Gregorio. Il racconto degli ultimi attimi, quella “scalata” ripetuta tre volte con grande agilità.

Oggi l’ultimo saluto a Gea

Si svolgeranno oggi, in forma privata, i funerali di Gea Papa, la ragazzina di 14 anni morta dopo una caduta dalla scoglio “Grande” sulla riviera di San Gregorio. La sua lenta agonia all’interno dell’autoambulanza che l’aveva trasportata all’elipista del porto, dove un elicottero l’attendeva per trasferirla all’ospedale, è stata vissuta da un’intera città che con il fiato sospeso ha seguito i post che amici, giornali web ed anche testimoni delle fasi di soccorso hanno pubblicato sui social. Ed anche la zona dell’elisoccorso, sul tetto dei garage del porto orlandino, si è riempita di gente che con le lacrime agli occhi attendeva segnali di conforto dalle forze dell’ordine che presidiavano l’elipista. Ma quell’elicottero che non partiva mai non lasciava prevedere nulla di buono. Sono passate due ore ed alla fine anche i sanitari che avevano tentato l’impossibile si sono arresi.

Gea non ce l’ha fatta e la mesta processione che si è allontanata dall’autoambulanza è stata quel segnale che nessuno avrebbe voluto vedere. Piangevano tutti, lungo la stradina che aveva fatto da tribuna a coloro che avevano voluto incoraggiare da lontano i sanitari nell’opera di soccorso, piangevano anche i soccorritori, il sindaco Franco Ingrillì e l’assessore Cistian Gierotto, giunti sul posto poco dopo l’arrivo dell’elicottero.

In un silenzio angosciante l’area del porto si è svuotata mentre l’autoambulanza accompagnava la sfortunata ragazza nella sua abitazione di via Trazzera Marina a Capo d’Orlando.

Gea, era una ragazza solare e sportiva (giocava nella Csa Hockey Agrate Brianza). Il prossimo anno avrebbe dovuto frequentare il secondo liceo artistico di Monza dove viveva insieme al fratello gemello ed ai genitori. La mamma di Capo d’Orlando ed il papà di Naso venivano quando possibile nella città paladina dove avevano realizzato il sogno di una vita. Una casetta vicino al mare, che per Gea era anche il suo rifugio, lì dove esprimeva la sua vena artistica. Tanti i quadri che regalava ad amici e parenti, ma la sua passione vera era lo sport. Solo pochi giorni fa aveva partecipato ad una gimcana a piedi organizzata sul sentiero Goletta di San Gregorio e la sua bravura era arrampicarsi lì dove solo in pochi ci riuscivano. Ed anche domenica pomeriggio la sua agilità nello scalare lo scoglio “grande” era stata veramente impressionante, tanto che una turista originaria di Galati Mamertino le ha scattato una foto mentre era in cima.

«La sua agilità ci ha sorpreso veramente tanto – ha detto alla Gazzetta del Sud la signora –, è salita tre volte e la seconda volta ha aiutato persino un ragazzo a issarsi sullo scoglio». Ma nessuno pare l’abbia vista cadere e così i soccorsi sono scattati solo quando il suo corpo è stato visto galleggiare a testa in giù nella piccola baia davanti al masso di cemento che separa lo scoglio “grande” dallo scoglio “Garibaldi”. «Appena ho visto alcuni ragazzi dirigersi verso Gea mi sono buttato in acqua per aiutarli – ci dice Salvatore Di Pane, un cameraman di Sant’Agata di Militello in vacanza a Capo d’Orlando – e l’abbiamo trasportata sulla strada dove intanto era arrivata l’autoambulanza». Qui i sanitari hanno capito subito che la ragazzina era gravissima ed è partita immediata la richiesta per l’elisoccorso che è giunto all’elipista del porto, pochi minuti dopo che l’ambulanza con Gea era giunta nello spiazzo. Ma su quell’elicottero Gea non è mai salita, la sua vita si è fermata all’interno dell’autoambulanza. Il sindaco orlandino Franco Ingrillì ha sospeso tutte le manifestazioni in corso nella città paladina ed anche bar, ristoranti e lidi balneari hanno spento i diffusori della musica.

Capo d’Orlando è piombata in un silenzio “assordante” e lo sarà anche oggi per i funerali della ragazzina. Sia i genitori di Gea che gli zii ed i nonni sono molto conosciuti a Capo d’Orlando, basti pensare che il nonno Giovanni La Torre (che le ha dedicato una poesia, pubblicata sopra) fu anche candidato a sindaco. Un dramma che ha scosso tutta la città.

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