MESSINA

Ferimento Tania, ore decisive

Si stringe il cerchio attorno ai due responsabili del ferimento della 34enne Tania avvenuto venerdì notte al M'ama. I due giovani, già identificati, si sono resi subito irreperibili. La notte scorsa i Carabinieri hanno compiuto un blitz a Mangialupi, eseguendo numerose perquisizioni domiciliari.

Spari al lido,  investigatori sulle tracce dei delinquenti

E' una corsa contro il tempo quella dei Carabinieri per catturare i due giovani responsabili del ferimento di Tania, la 34enne di Briga Marina, avvenuto davanti al M'ama. Tre colpi di pistola che hanno raggiunto la ragazza al fianco e ad una gamba mentre usciva dal locale con la sorella ed un'amica dopo una serata trascorsa in allegria ma che poteva finire in tragedia. Dallo stretto riserbo degli investigatori filtrano comunque alcune indicazioni importanti. I Carabinieri  hanno già identificato i due malviventi autori del ferimento che avrebbe potuto tranquillamente trasformarsi in omicidio se almeno uno di quei proiettili sparati a casaccio avesse raggiunto organi vitali. I due sono praticamente spariti dalla sera della sparatoria, facendo perdere le proprie tracce. L'altra certezza è che almeno uno di loro abita al rione Mangialupi. Non per niente la notte scorsa è scattata l'offensiva dei Carabinieri che hanno controllato palmo a palmo il quartiere alla ricerca dei due giovani irreperibili. I Militari hanno letteralmente cinturato il villaggio, bloccando tutte le vie d'accesso. Al momento le numerose perquisizioni domiciliari in casa di pregiudicati non hanno dato esito ma l'assenza dei due giovani da venerdì sera confermerebbe indirettamente le loro responsabilità.
Già sabato mattina, quando i Carabinieri per la prima volta si sono presentati nelle loro abitazioni, dei due giovani non c'era traccia. In pratica non sono più tornati a casa. Probabilmente qualcuno, forse un insospettabile, sta offrendo loro ospitalità per evitarne la cattura. Allo stesso tempo si lavora per stabilire anche il movente del gravissimo episodio.
La pista privilegiata rimane sempre quella della vendetta contro gli addetti alla sicurezza del locale che non gli avrebbero consentito l'ingresso alla serata. Dopo essersi allontanati i due sarebbero tornati armati di pistola a tamburo e dal ciclomotore uno dei due ha sparato tre volte. Difficile stabilire se volesse colpire il buttafuori o se abbia sparato nel mucchio. Questa volta però, rispetto  a tante altre, ha prevalso la rabbia e l'indignazione dei presenti. Oltre alle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza fondamentale per l'identificazione dei due sono state le testimonianze dei tanti giovani che hanno assistito alla scena e che hanno rischiato a loro volta di essere raggiunti dai proiettili esplosi ad altezza d'uomo.

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