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"Operazione è chiusa al 101 su 100"

In un colloquio Grasso discute con l’ing. Cucinotta dell’assunzione di giovani vicini al dirigente. Secondo l'accusa nel 2014 il sodalizio turbò la procedura d'acquisto di immobili di Villaggio Aldisio con l'aiuto dell'allora capo dell'urbanistica

"L'operazione è chiusa al 101 su 100"

Uno degli episodi chiave della presunta capacità d’infiltrazione negli enti pubblici da parte del sodalizio criminale, messi a fuoco dall’operazione Beta è quello che vede accusati di turbativa della libertà d’incanti e corruzione – con diversi tipi e gradi di responsabilità – l’allora dirigente dell’Urbanistica del Comune di Messina, l’ing. Raffaele Cucinotta, l’imprenditore Biagio Grasso, Romeo Vincenzo, Stefano Barbera e Silvia Gentile. «Perché in concorso tra loro – si legge – turbavano la procedura d’acquisto sul libero mercato di alloggi da assegnare in locazione ai cittadini aventi diritto e che abitavano all’interno delle novantacinque baracche della zona di Messina denominata “Fondo Fucile” – indetta dal Comune con delibera di Giunta numero 151 dell’11 marzo 2014». In particolare Cucinotta – secondo l’accusa – «quale dipendente del Dipartimento Ufficio Urbanistica, per il tramite di Barbera Stefano, per consentire alla ditta privata X. P. Immobiliare Srl, gestita di fatto da Grasso e Romeo, di risultare aggiudicataria all’esito della procedura, riferiva notizie riservate sulla gara». Ed «attraverso il funzionario comunale..., promuoveva un prolungamento del termine di presentazione delle offerte e interveniva per evitare l’esclusione della ditta dalla gara in presenza di presupposti che ne avrebbero impedito la valida partecipazione (in particolare facendo sì che il funzionario non rilevasse la circostanza che l’immobile edificato non ricadeva su particelle di intera proprietà della data costruttrice come previsto dai requisiti di gara)». Tutto ciò, secondo la magistratura, sarebbe stato compiuto anche negli interessi degli amministratori delle società... ovvero proprietari dei terreni su cui stava sorgendo l’edificazione degli appartamenti all’uopo realizzati». Va anche detto che all’esecuzione dell’appalto non è stata data esecuzione per rinuncia degli stessi indagati che, in corso d’opera, hanno ritenuto economicamente più vantaggioso alienare gli immobile sul libero mercato.

Ma torniamo al bando che prevedeva come termine per la presentazione delle offerte il 15 aprile del 2014.

«Il comportamento attivo del Cucinotta Raffaele – si legge – viene registrato in data 7 aprile, quando riferiva al Grasso Biagio e Romeo Vincenzo di bloccare la realizzazione delle mansarde poiché non rientravano i requisiti per essere venduti al Comune e nel corso della chiamata Barbera riferiva di un aggiustamento effettuato di un atto del Comune. Il 9 aprile 2014 Grasso, Cucinotta e Barbera si incontravano negli uffici della XP». Ecco un altro passaggio. «Nel corso della conversazione del 10 aprile il Grasso Biagio riferiva a..., proprietario di parte dei terreni ove sorge il complesso in oggetto, dell’esito favorevole dell’operazione con il Comune in quanto la sera precedente aveva incontrato una persona determinante per la definizione dell’affare».

Grasso: «Perché ieri sera... ci siamo visti con chi di competenza... 101 su 100 l’operazione è chiusa».

Ed ancora: «Il 13 aprile 2015 – prosegue il Gip – emergono numerosi contatti indiretti tra Grasso Biagio e Cucinotta per il tramite di Barbera nel corso dei quali il dipendente comunale fornisce le rassicurazioni sull’avvenuto spostamento del termine per la presentazione delle offerte».

Un ulteriore passaggio dell’ordinanza è su un funzionario che non risulta tra gli indagati: «Qualche giorno dopo la precedente conversazione (quella del 27 agosto 2014) il Romeo Vincenzo e Barbera Stefano si rincontravano e nel corso del dialogo i due riprendono l’argomento». Romeo evidenziava di aver già avvicinato il funzionario «ma che lo dovrà rincontrare, quindi lasciava intendere del buon esito del procedimento a seguito di un pagamento».

C’è poi la parte dell’ordinanza dedicata ai compensi della presunta corruzione tra i cui paragrafi rientra quello testualmente intitolato: «L’assunzione nella società Xp Immobiliare di Romeo-Grasso di persone particolarmente vicine al Cucinotta, poiché legate a suoi stretti familiari e di cui egli stesso ha fatto richiesta». «In un’intercettazione ambientale Cucinotta conversa con Grasso». Infine, 1l 26 giugno 2014 – si legge – «affrontavano, tra i vari argomenti, anche l’assunzione e la progressione migliorativa delle mansioni da affidare ai giovani indicati dal Cucinotta all’interno dell’impresa che avrebbe beneficiato dell’appalto in disamina».

Cucinotta Raffaele: Ah a proposito... oggi al cantiere non c’era nessuno?.

Grasso Biagio: Inutile facciamo venire... ha voluto fare il manovale... gli piace facciamoglielo fare... però convincilo almeno

Cucinotta Raffaele: Eh

Grasso Biagio: Per far un percorso un po più... cioé poi che fa il muratore?

Cucinotta Raffaele: No infatti e che gli possiamo fare...

Grasso Biagio: E lo mettiamo dietro ai ragazzi... comincia a prendersi un titolo di geometra... io lo dico per te ah...

Cucinotta: Io per lui lo dico... perché giustamente... (re. me.)

Un’intercettazione

In un passaggio dell’ordinanza viene citato anche l’assessore Sergio De Cola (non indagato ad alcun titolo). «A poco meno di due settimane» da una precedente conversazione – si legge – «il Romeo Vincenzo e Barbera Stefano si incontravano e quest’ultimo raccontava quanto accaduto la sera prima negli uffici dell’Urbanistica ove lavorava Cucinotta Raffaele... Inizialmente il Romeo riprendeva il proprio interlocutore poiché nel corso della conversazione telefonica precedente aveva fatto cenno all’assessore. Quindi Barbera raccontava di un litigio cui aveva assistito, in particolare riferiva che l’assessore, presumibilmente De Cola, aveva ripreso» un funzionario «poiché ancora non aveva preparato i preliminari delle abitazioni che dovevano essere acquistate».

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