rifiuti

Fino a martedì isole ecologiche chiuse

E niente raccolta commerciale di cartone e plastica

Fino a martedì isole ecologiche chiuse

Isole ecologiche chiuse e raccolta della differenziata bloccata. Almeno fino a martedì. Eccolo il primo effetto della disposizione di chiusura dell’impianto di Pace destinata alla selezione, allo stoccaggio e all’avvio in impianto, dei materiali riutilizzabili. La Città metropolitana, l'ufficio controlli rifiuti del VI dipartimento, ha disposto la chiusura della struttura per due mesi e non prima di martedì potrà tornare parzialmente sui propri passi, ammesso che lo faccia, riducendo la pena a MessinAmbiente. Dai contatti intercorsi ieri fra il direttore tecnico Roberto Lisi ed il dirigente dell’ufficio della ex Provincia Armando Cappadonia, sarebbe emersa la disponibilità dell’ente di controllo ad un nuovo sopralluogo, dopo quello del 3 maggio che ha portato alla clamorosa chiusura, martedì prossimo. In quell’occasione potrebbe essere rivista la drastica decisione in forma di prescrizione con un lasso di tempo congruo per la realizzazione di quelle misure richieste per la normalizzazione della situazione a Pace. Alla base della decisione ci sarebbero alcuni rilievi mossi a Messinambiente sulla presenza a Pace, nella zona dell’ex inceneritore, di mezzi e materiale andati a fuoco e non rimossi dopo l’incendio del 18 aprile, di balle di rifiuti, cartone e plastica accatastati all'esterno, l'assenza di cartellonistica e la dispersione aerea di materiale cartaceo durante la lavorazione. Almeno fino a martedì quindi c’è di fatto il blocco della differenziata. Il centro del programma amministrativo, la vera rivoluzione culturale si ferma davanti alla chiusura dell’unico impianto, ad oggi, che può lavorare quel materiale. Le sei isole ecologiche resteranno chiuse sia domani che martedì. Si bloccherà il porta a porta dei commercianti per quanto riguarda carta cartone e plastica, sempre per due giorni. Mentre martedì mattina non ci dovrebbe essere la raccolta della carta nemmeno per le utenze domestiche del primo e sesto quartiere che hanno avviato il porta a porta. Insomma un passo indietro pesante anche nella credibilità di questa strategia che la nuova MessinaServizi vuole allargare a tutta la città raggiungendo il 65%.

Senza impianti che possono stare al passo, si rischia di fare il passo del gambero. A questo proposito, si cerca di accelerare le complesse procedure per l’apertura della moderna struttura di Pace e costruita da Ato3

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