Messina

La Massoneria infuriata
«Accorinti, ora basta!»

Il Comune di Messina apre agli sponsor per le manifestazioni dell’Estate ma adotta regole severe che impediscono a chi è iscritto a logge massoniche a dare il proprio contributo. Da qui l’ira del Grande Oriente d’Italia che parla di «atto ignobile e grave» e attacca il sindaco

La Massoneria infuriata  «Accorinti, ora basta!»

Avrebbe voluto essere l’iniziativa inclusiva di un’amministrazione comunale che, nell’ammettere le proprie gravi difficoltà economico-finanziarie, apre le porte al contributo della città, degli sponsor privati e dei tanti messinesi che vivono all’estero ma che hanno mantenuto il legame con la propria terra. Ma come era prevedibile l’annuncio della giunta Accorinti riguardo l’avviso per il contributo all’Agosto messinese e alle manifestazioni collegate alla processione della Vara e alla passeggiata dei Giganti, non fa altro che aprire un vespaio di polemiche.

E a scendere in campo è Grande Oriente d’Italia. «È Il gesto del sindaco di Messina Renato Accorinti a non essere accoglibile in una società civile e democratica – chiarisce in premessa il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani Stefano Bisi –. Bisogna avere rispetto di tutti i cittadini, non alzare steccati ideologici o addirittura dare delle patenti di mafiosità a istituzioni che hanno solidi principi e valori e che hanno contribuito e contribuiscono all'elevazione dell'uomo. L'atto del rappresentante dei messinesi è ignobile e grave e viola innanzitutto i principi etici ancor prima eventualmente di quelli costituzionali e giuridici.

Si tratta di una decisione – insiste Bisi nella nota firmata assieme a Giovanni Quattrone, segretario del Collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Sicilia – arbitraria e palesemente discriminatoria che genera immotivato odio nei confronti dei liberi muratori fatti passare, usando un eufemismo, per “donatori non graditi” e che è contrario ad ogni principio di uguaglianza e di tolleranza delle altrui visioni e della libertà di pensiero e di associazione di cui anche il Grande Oriente d'Italia fa parte a pieno titolo.

La persona che rappresenta la nobile città di Messina non è la prima volta che senza alcun motivo e con spregiudicato pregiudizio si lancia contro la Massoneria cercando di lederne l'immagine. Ma stavolta si è superato ogni limite. Proprio in questi giorni due insigni magistrati come il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti e il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri sono intervenuti in modo chiaro per sgombrare il campo da teoremi, sospetti ed illazioni. E, proprio il dottor Gratteri ha parlato di Massoneria deviata e non di Istituzioni ufficiali e storiche come il Grande Oriente d'Italia.

Il sindaco di Messina può decidere di ricevere i fondi per la processione della Vara che vuole e da chi vuole ma non può chiedere certificazioni ed escludere associazioni se il loro legale rappresentante è un membro della Massoneria. La nostra Arte, la nostra Opera non è quella di fare politica contrariamente al signor Accorinti. Ci sarebbe poi tanto da dire su una frase del sindaco che è tutto un programma: “Questo di tenere lontano dalla cosa pubblica la Massoneria era nel nostro programma e lo abbiamo realizzato”. Forse, e lo dicono non solo i fratelli messinesi, al contrario degli spot sarebbe bello sapere quali altri punti del programma sono stati realizzati per rilanciare questa meravigliosa città. Al signor Accorinti, che tra l'altro è fra i seguaci del Dalai Lama e che dovrebbe avere maturato una spiritualità alta e il senso dell'Unione e non della Divisione, guardiamo con compassionevole tolleranza, virtù che noi pratichiamo con umiltà sin dall'inizio del nostro percorso massonico. E che per altri, Accorinti compreso, è ancora una conquista molto, molto lontana. Rinnoviamo la nostra disponibilità a un pubblico confronto».

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