Messina

MessinaServizi, cade ancora il numero legale

Servirà la decima seduta consecutiva per varare (forse) la delibera. E’ toccato a Cmdb, ieri sera, uscire dall’aula del consiglio per evitare la bocciatura

MessinaServizi, cade ancora il numero legale

Nona andata a vuoto in Consiglio per la delibera di affidamento della raccolta rifiuti alla “Messina Servizi Bene Comune”. Si è conclusa così, ieri, in tarda serata, l'ennesima seduta dedicata a quest’atto senza fine. In prima convocazione è stato necessario un rinvio a causa dell’assenza del numero legale, così il vero e proprio avvio dell’esame è iniziato, a distanza di un’ora, con 23 consiglieri presenti. A prendere la parola per primo è stato l'assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua: «Siamo qui per trattare una delibera di cui non abbiamo mai parlato...» ha detto ironizzando. Poi ha tracciato un lungo excursus sulla genesi dell'operazione “MessinaServizi”, dal piano Aro, all’ultima bocciatura del contratto di servizio. Ialacqua ha, inoltre, evidenziato le contraddizioni di un Consiglio che ha scelto di adottare due atti propedeutici all’iter, salvo tirarsi indietro alla fine del percorso. «Non ho scelto di ripresentare la delibera tale e quale in maniera provocatoria, ma solo perché il tempo stringe. Emendate l'atto, arricchitelo, dipanate i dubbi, ma approvate la delibera e consentite al sindaco di richiedere una proroga tecnica – ha detto rivolgendosi ai consiglieri –, in tre mesi potremmo ottenere le autorizzazioni necessarie per dare il via a una nuova società che potrà fare investimenti, a differenza di Ato e Messinambiente. È questo l'unico modo per uscire dall’impasse in cui ci troviamo».

Subito dopo l’intervento dell’assessore all’Ambiente si sono succeduti quelli dei consiglieri Nino Carreri (Drs), Antonella Russo (Pd), Fabrizio Sottile (Siamo Messina), Daniela Faranda (Ncd) e Giuseppe Santalco (Progressisti democratici) che hanno giudicato le parole di Ialacqua per nulla convincenti rimarcando la loro posizione contraria al provvedimento. «L’assessore deve dimettersi» ha, inoltre, sollecitato Carreri. A prendere le parti dell’Amministrazione è stato Maurizio Rella: «Credo si stia facendo un grande sforzo per risolvere l’emergenza rifiuti e trovo giusto che la delibera sia stata riproposta dando ai consiglieri la possibilità di emendarla, ma nessuno ha l’intenzione di farlo e questo ci fa pensare che non vogliano una società in house».

«Non condivido la gestione totalmente in house, ma soprattutto non condivido l’assenza del sindaco – ha invece detto Pippo Trischitta – che non ha rinunciato all’ennesima missione all’Anci. Scelgo di votare a favore della delibera solo per le famiglie di questi dipendenti e perché non voglio contribuire a un'emergenza rifiuti alle porte dell’estate».

«Potevate pensarci prima a proporre un’alternativa» ha commentato Lucy Fenech. E di alternative ha parlato anche Gaetano Gennaro del Pd: «Non vorrei che qualcuno fuori da qui che, a breve, dovrà affrontare una campagna elettorale stia pensando a un’alternativa per creare il bisogno».

Dopo un'accesa capigruppo sono stati messi in votazione i tre emendamenti “superstiti”. Sul secondo a “salvare” la delibera dalla bocciatura è stato per la prima volta un accorintiano, Maurizio Rella ha lasciato l’aula. Tutto aggiornato ad oggi pomeriggio. Un nuovo finale, ma l’ennesimo nulla di fatto.

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