MESSINA

Varato piano contro "Fauna molesta"

Nel mirino zanzara tigre, topi e blatte. Si tratta di una serie di indicazioni ai privati e ad alcuni soggetti pubblici per la prevenzione dei rischi che gravano su igiene e salute pubblica. Per il resto il Comune non potrà fare molto perchè non ha fondi da dedicare allo scopo

Invasione di zanzare tigre anche in Sicilia a Calabria

Di disinfestazione si doveva parlare molti mesi fa in modo che non ci fosse scampo per la temibile zanzara tigre, che poi è quella più temuta per i fastidiosi e pruriginosi ponfi che nei casi più gravi possono portare persino shock anafilattici. Quest'anno di interventi larvicidi, che sono indirizzati ad uccidere le uova e che dovevano essere eseguiti nei mesi invernali non si è invece sentito parlare. La prima riunione ha annunciato lo stesso assessore Jalacqua è stata fatta a maggio, periodo già troppo in là per intervenire preventivamente sulle uova della zanzara tigre. L'assessore Ialacqua è stato chiaro spiegando che senza moneta non si canta messa e che l'unica possibilità è che ognuno ad iniziare dai privati per continuare poi ad Amam, Iacp, Messinambiente e dipartimento Cimiteri e Verde faccia la sua parte. E questo si evince chiaramente da quanto pubblicato nelle ordinanze. Dall'Asp, che collabora al piano di prevenzione, emerge chiara l'indicazione che sarebbe stato opportuno rispettare le tempistiche di procedura stabilite a suo tempo dall'Azienda provinciale e che adesso si potrà solo correre ai ripari. Tra l'altro con pochi soldi e pochi uomini. Si legge infatti nell'ordinanza per la lotta contro la zanzara tigre del 16 maggio, che il dipartimento ambiente e sanità non dispone di un sufficiente numero di addetti per la gestione di tutti i servizi allo stesso assegnati. Su 4 pagine, tre sono dedicate agli ordini e alle disposizioni che poi riguardano tutto ciò che viene richiesto al cittadino o agli enti interessati. C'è anche un'avvertenza che qualora gli organi di vigilanza riscontrino inadempienze verrà applicata una sanzione che va da 25 a 500 euro con l'obbligo di effettuare gli interventi entro 15 giorni dalla notifica dell'accertamento. A questo punto la domanda sorge spontanea. Ma i cittadini che hanno dovuto sopportare tutti i problemi derivanti dalla mancata raccolta dei rifiuti negli ultimi mesi, dal mancato spazzamento e pulizia delle strade, dall'acqua ristagnante nelle fontane e nelle vasche delle ville e delle strade cittadine accoglieranno bene il contenuto di queste ordinanze che riguardano anche le blatte e i topi? Certo è che in questi giorni è cresciuta nelle farmacie e nei supermercati la vendita dei prodotti per prevenire le punture o lenire dopo, i fastidi che ne conseguono.

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