CALCIO

Messina, il progetto Celeste scalda la città

Costituito il “Trust”: il club apre all’azionariato popolare. Quote da 100 euro e benefit per i soci-sostenitori. La riqualificazione del vecchio impianto la molla per ripartire

Messina, il progetto Celeste scalda la città

Il numero cresce. Sfondato proprio ieri il muro delle quattrocento tessere vendute in pochi giorni. Si viaggia alla media di cento abbonamenti al giorno e il numero è destinato a crescere man mano che il sogno “Celeste” inizia a prendere forma. La piazza, insomma, risponde – numeri interessanti dalla provincia dove pulsa forte il cuore giallorosso – e ha voglia di stringersi attorno al Messina più di ieri e pensare positivo, dal ritorno allo stadio dei sogni alla possibilità che la società, con una spinta sempre più crescente, possa alzare l’asticella delle ambizioni oggi piuttosto bassa.

In città si respira un’aria positiva che spinge la proprietà a guardare alle scadenze di fine giugno – impegno da un milione di euro tra il pagamento di cinque mensilità con relativi contributi, fideiussione e iscrizione – con maggiore fiducia. Sfornando idee su idee per gettare le basi per un futuro più solido. Ed è una novità delle ultime ore la costituzione del “Trust” ideato dai dirigenti giallorossi per dare altro ossigeno alle casse societarie. Una sorta di salvadanaio pubblico al quale potranno contribuire tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti del club giallorosso. Una moderna forma di finanziamento dal basso che all’estero è molto diffusa e assomiglia tanto all’azionariato popolare che in Spagna, soprattutto in club prestigiosi quali Real Madrid e Barcellona (che vantano migliaia di piccoli soci), ha avuto ottimi riscontri fin dai lustri passati. Nel calcio si chiama “Supporter’s Trust” e in Italia, in A, ha già trovato applicazione nel Napoli e nell’Udinese. Funziona così: chi vuole aderire al progetto contribuisce con una quota (l’Acr, come tanti altri club, l’ha individuata al prezzo minimo di 100 euro) e partecipa attivamente alla vita del club attraverso un comitato di sottoscrittori. È stato il notaio Nunzio Arrigo nella giornata di ieri a far vedere la luce a un progetto che si allinea con un calcio-azienda sempre più a portata di tifoso. Nelle prossime ore l’Acr provvederà all’apertura di un conto corrente in cui potranno confluire i contributi dei soci-sostenitori. La quota d’ingresso non riguarderà l’accesso allo stadio ma darà diritto a una serie di benefit che la società ha già individuato. Di sicuro, chi darà una mano anche sotto questa forma al club troverà spazio su una parete dello stadio attraverso una menzione di ringraziamento. La somma che sarà raccolta rappresenterà una importante base d’investimento per il club, ma saranno proprio i sottoscrittori a decidere come usare il denaro. Se, quindi, veicolarlo sulla campagna acquisti, sulle strutture o anche sul settore giovanile.

Un’iniziativa nata parallelamente all’imminente ingresso di sponsor pronti a sposare il progetto della società e attratti dall’idea che la squadra torni al “Celeste”. A tal proposito, il club proprio ieri mattina ha completato la documentazione necessaria per richiedere la concessione pluriennale dello storico impianto di Gazzi inviando una “pec” a Palazzo Zanca con la bozza di convenzione. Adesso la palla passa alla Giunta che analizzerà il progetto di riqualificazione redatto dai tecnici incaricati dall’Acr prima degli altri fondamentali step: Ragioneria Generale e Commissioni Sport e Patrimonio. Solo una volta superati questi passaggi il progetto “Celeste” potrà essere sottoposto all’esame del Consiglio Comunale dal cui parere dipende il sogno dei messinesi.

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