ECONOMIA

E' Milazzo la città più ricca della provincia

La classifica dei redditi in Italia è stata elaborata dalla start up di studi economici Twig sulla base dei dati sugli imponibili fiscali pubblicati dal Dipartimento delle Finanze. Il report consente, tra le altre cose, di individuare diverse fasce di reddito.

E' Milazzo la città più ricca della provincia

Può sembrare solo una curiosità, ma il report ministeriale sulla distribuzione del reddito imponibile ai fini dell’addizionale Irpef è un indicatore importante per una comunità, specie in tempi di crisi come gli attuali.

E il dato diffuso in questi ultimi giorni evidenzia che la città di Milazzo è la più “ricca” (o quella dove si denunciano più redditi, fate voi) della provincia, seconda solo al capoluogo. Il reddito pro capite di Messina infatti ammonta a 19.489 euro, quindi la città del Capo con poco più di 18mila euro per abitante. Terzo comune più ricco, a sorpresa, è Villafranca con 16.300 euro. San Filippo del Mela, Pace del Mela e Patti registrano redditi poco sotto i 15.000 euro a persona. Tra i centri più poveri San Fratello (10.391 euro), San Salvatore di Fitalia (10.182) e Capizzi, ultimo, con 9.055 euro.

La classifica dei redditi in Italia è stata elaborata dalla start up di studi economici Twig sulla base dei dati sugli imponibili fiscali pubblicati dal Dipartimento delle Finanze. Il report consente, tra le altre cose, di individuare diverse fasce di reddito.

A Milazzo le persone fisiche che hanno denunciato un imponibile ai fini delle addizionali Irpef in quell’anno, ammontavano a 14.424 (150 in meno rispetto all’anno precedente) per un prodotto complessivo che è rimasto inalterato (326 milioni di euro). La fascia più "popolata" è quella che va dai 15 mila ai 20 mila euro annui. In questo caso si è registrata una “frequenza” pari a 2.629 unità. Segue l’insieme tra i 20 e i 26 mila euro, a cui appartengono 2.530 soggetti, per un ammontare di 56.443.205 euro. Quasi trecento in meno della classe più “redditizia”, tra i 26 mila e i 33.550 euro, in cui la frequenza è pari a 2.230 (cento in più rispetto al dato 2010). E i cosiddetti “paperoni”, ovvero coloro che dichiarano più di 100 mila euro? Ufficialmente sono pochissimi, poco più di 100 unità, quasi meno dei Suv e delle auto di grossa cilindrata che si notano quasi quotidianamente girare in città. Fanno il paio, pensate, con coloro che dichiarano dai 3.000 ai 4.000 euro, mentre sono poco più di 200 coloro che rientrano nella fascia tra i 70 ed i 100 mila euro. Un numero più consistente, ad esempio, dei 185 che hanno denunciato fino a 70 mila euro, ma minore di coloro che si muovono nella fascia tra i 50 ed i 60 mila (282) e degli 878 sino a 40.000. Adesso sarà interessante vedere i dati dell’ultimo biennio quando la crisi è cresciuta in modo notevole, anche se il fatto che l’attività pubblica (Comune, ospedale e altri uffici statali e regionali) e la Raffineria, sono le principali fonti di reddito e assicurano certezze.(r.m.)

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