MESSINA

Numeri importanti nella settimana della tiroide

Un bilancio decisamente positivo quello delle iniziative promosse dalle Unità di Endocrinologia del Policlinico e del Papardo in occasione della Settimana Mondiale della Tiroide che si è conclusa qualche giorno fa. Circa 300 le visite effettuate nelle due strutture. Trovati noduli tiroidei in 75 pazienti

Numeri importanti nella settimana della tiroide

Soddisfatti dei risultati ottenuti i professionisti endocrinologi che nella settimana mondiale della tiroide hanno lavorato perchè i messaggi di prevenzione arrivassero a più persone possibile. Hanno messo passione e fatica per coprire le giornate a disposizione, quattro quelle organizzate dal Policlinico, due quelle del Papardo. In pratica su sei giorni sono state visitate 300 persone. Per molti è stato effettuato l'esame ecografico che ha evidenziato un 30% di patologie tiroidee. Al Policlinico ha sottolineato il responsabile dell’UO di Endocrinologia Salvatore Cannavò, quasi il 90% dei pazienti non si era mai sottoposto ad un controllo della tiroide, sebbene buona parte di essi avesse familiari con malattie tiroidee. Grazie allo screening clinico-ecografico sono stati diagnosticati noduli tiroidei nel 32% dei casi, molti dei quali necessiteranno di approfondimenti diagnostici. Al Papardo, spiega il responsabile di endocrinologia, Carmelo De Francesco, i giorni dedicati alle visite di prevenzione sono stati due con 93 visite specialistiche (76 donne e 17 uomini) e 68 controlli ecografici, richiesti dagli stessi esperti, per un approfondimento diagnostico. Le patologie più comunemente riscontrate nei due giorni sono risultate essere le tiroiditi ed i noduli tiroidei, qualcuno di questi particolarmente sospetto. Molto frequente anche il riscontro di alterazioni tiroidee o quadri clinici potenzialmente compatibili con la diagnosi di tiroidite di Hashimoto, malattia infiammatoria autoimmune della tiroide particolarmente diffusa ma che causa spesso sintomi generici e soventemente sottovalutati.
Sorprende, però, spiegano gli esperti che ancora oggi la maggior parte delle persone che si sono sottoposte allo screening non usi (o usi solo saltuariamente) il sale iodato, primo e più importante presidio per mantenere il benessere della tiroide. Ciò è ancora più eclatante se si considera che l’obbligatorietà della vendita di sale per uso alimentare con aggiunta di iodio sarebbe sancita da una legge dello stato italiano da oltre 10 anni. Solo lo iodio che si ingerisce con gli alimenti, infatti, è utilizzato dalla tiroide per la sintesi degli ormoni tiroidei e assicura quindi il corretto funzionamento della ghiandola. Un adeguato apporto iodico è fondamentale durante tutta la vita, ma ancor di più durante l’infanzia e l’adolescenza o la gravidanza e l’allattamento. Raccomandazioni che saranno sempre ribadite durante le iniziative solidali di medicina preventiva e che riscontrano sempre un chiaro interesse.

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