Messina

Pestaggio in pieno centro, arrestati cinque giovani

Svolta nel ferimento del ventinovenne e di un amico avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 maggio scorso in via Garibaldi. Le accuse: tentato omicidio aggravato dai futili motivi e lesioni personali. Saranno interrogati martedì

Pestaggio in pieno centro, arrestati cinque giovani

Si materializza dopo poco meno di una settimana di serrate indagini una svolta nel barbaro pestaggio di via Garibaldi, registrato nella notte tra il 20 e il 21 maggio scorsi. La Squadra mobile, ieri mattina, ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte dal gip Monia De Francesco, su richiesta del sostituto procuratore Alessia Giorgianni. Destinatari della misura sono i messinesi Giovanni Tavilla, 19 anni, Alessio Doddis, 20 anni, Giosuè Di Stefano, 18 anni, Luigi Bruno, 20 anni, e Michele Leggio, 21 anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dal dirigente Francesco Oliveri, e contenuto nel capo d’imputazione del provvedimento notificato loro, avrebbero compiuto «atti idonei in modo non equivoco a cagionare la morte» di P.G., 29 anni. In particolare, dopo un diverbio in un locale del centro, originato dai classici futili motivi «e avvenuto con l’indagato Giovanni Tavilla», avrebbero aggredito prima C.S.A. (di origini nordafricane) e poi P.G., per poi scagliarsi «furiosamente» contro lo stesso P.G., «poco dopo questo scontro, colpendolo violentemente con calci e pugni». Inoltre, sarebbero stati coadiuvati da altri soggetti in corso d’indentificazione. Ad avere la peggio è stato il ventinovenne P.G., che ha riportato lesioni gravi: un trauma cranio-facciale con frattura della parete anteriore dell’osso mascellare, una frattura scomposta delle ossa del naso, una emorragia nella sede frontale destra e fratture composte cinque costole. Un’escalation di violenza tale, quindi, da ipotizzare a carico dei cinque giovani il pesante reato di tentato omicidio in concorso, aggravato dai futili motivi e dal fatto che sarebbe stato commesso da un numero di persone superiore a 5. Non solo: devono rispondere pure, in concorso morale e materiale, del reato di lesioni gravi insieme ad altri soggetti rimasti ignoti nei confronti di C.S.A., (l’amico straniero del 29enne), giudicato guaribile in 5 giorni per un trauma contusivo alle spalle e a un ginocchio.

La tempestiva e articolata attività della Mobile ha consentito quindi di chiudere il cerchio sulla rissa in pieno centro, intorno alle 3: la goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata individuata nel mancato rispetto della fila per andare in bagno, in un locale di via Garibaldi. Le tensioni, ben presto, si sono trasformate in furia cieca, con violenza a più riprese fino al pestaggio in strada, a cui avrebbe preso parte una dozzina di giovani, tra gli occhi atterriti degli altri frequentatori della movida e degli automobilisti in transito. Decisive, ai fini dell’individuazione dei cinque ragazzi, le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza installati nella zona. La visione dei filmati ha così permesso alla polizia di ricostruire l’inquietante episodio. Gli interrogatori di garanzia si terranno martedì, alle 9, in presenza degli avvocati Nino Cacia, Salvatore Silvestro, Antonello Scordo, Giovanni Caroè e Daniela Garufi.

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