Messina

Messina, i suoi rifiuti.
Che altro aggiungere...

Il senso collettivo di rabbia e di frustrazione, una città che non riesce a scacciare l’incubo e che ricade puntualmente nell’emergenza. Un coro unanime: «Ora basta, che vergogna, non ne possiamo più. E poi ci chiedono i soldi della Tari!»

Messina, i suoi rifiuti.  Che altro aggiungere...

A scrivere l’articolo di apertura di cronaca per una volta sono i cittadini, i lettori del nostro giornale e del sito gazzettadelsud.it, i messinesi esasperati di fronte allo scempio di intere zone urbane sprofondate nella più “sporca” delle emergenze. Il senso di frustrazione e di rabbia trova sfogo nei post, nelle mail, nelle lettere e nei commenti arrivati in redazione o sulle pagine social dei redattori della Gazzetta o di Rtp.

Matteo Munafò: «Che vergogna». Cosimo Galletta: «Tranquilli, ci pensa il monaco tibetano a spostare i rifiuti in Tibet». Maria Pia Zanghì: «Dopo aver richiesto inutilmente la rimozione della spazzatura in contrada Casazza nelle settimane scorse, lunedì abbiamo contattato personalmente l’assessore all’Ambiente, chiedendo di provvedere allo smaltimento della montagna di spazzatura venutasi a creae. Per ben due volte ci ha risposto che gli addetti di MessinAmbiente stavano andando a ripulire. A distanza di quasi una settimana quel tratto è a una sola corsia tra immondizia, topi, scarafaggi e tutto lo schifo che meriterebbero in casa loro». Domenica Maio: «Siamo pieni di spazzatura, ma le bollette le paghiamo care e salate, per un servizio che alla fine poi non viene fornito». Lavinia Aloisio: «Anche nella zona sud c’è un vero schifo». Luigi Costantino: «Ma perché non interviene il Prefetto, visto che il sindaco non è in grado di garantire la raccolta dei rifiuti?». Tommaso e Mimma Galletta: «Diciamo pure che il sindaco non è più in grado di garantire niente. Comunque, confermiamo zona sud sommersa dalla spazzatura e dove la tolgono, la puzza è terribile». Giovanni Irrera: «Sono da denunciare». Mirella Belpanno: «Sono disgustata, non se ne può più». Salvatore Currò: «Una sola domanda: perché non la raccolgono?». Luigi Costantino: «Proporrei di fare una gara fotografica sulla più bella discarica cittadina 2017. Il vincitore avrà diritto a una maglietta con scritto “free munnizza”». Alessandra Cantello: «Viale Regina Elena, sopra piazza Castronovo, invaso dai rifiuti. Che pago a fare le tasse e faccio la differenziata?». Veronica Puica Dumitru: «Questa volta non pagherò la spazzatura se mi arriva la bolletta». Pina Gasperini: «A Marotta la discarica c’è da oltre un mese. In periferia si paga la Tari uguale come a piazza Cairoli!». Sabrina Frattima: «Invece di lamentarsi, a questo punto si dovrebbe scendere in piazza, con la stessa presenza di quando è passato il Giro d’Italia». Gian Domenico Morabito: «Chiamate... il Giro d’Italia». Patrizia Nania: «Vergogna... accanto all’hotel Messenion una discarica». Samuele Startari: «Che schifo, e poi vogliono pagata la spazzatura». Francesco Arena: «Non ho mai visto la mia città ridotta in questo stato».

Sono solo alcune delle reazioni alla carrellata di immagini che il sito gazzettadelsud.it ha pubblicato ieri, rilanciando le segnalazioni provenienti dai vari quartieri e rioni.

Queste sono pagine del diario di bordo. Un diario scritto collettivamente da tutti coloro che sono imbarcati su quella zattera a mare aperto che è la nostra città. Oggi non c’è altro da aggiungere.

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