messina

Risolto il giallo della banca

Risolto il mistero del vetro della porta d'ingresso della Banca Intesa San paolo di viale San Martino mandato in frantumi e del sangue trovato sul pavimento e sul muro dell'istituto. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno accertato che si è trattato di un tentativo di furto compiuto da una persona incappucciata che probabilmente si è poi fatto male

Colpi di pistola e sangue, è mistero


E' stato un tentativo di furto andato a vuoto e non una sparatoria quanto
avvenuto nella notte tra lunedì e martedì davanti alla Banca Intesa San Paolo di viale San Martino. Ieri mattina, all'apertura dell'istituto di credito, gli impiegati hanno trovato il vetro blindato danneggiato e macchie di sangue per terra e sui muri. In un primo momento si era pensato ad una rapina ai danni di qualche cliente che aveva ritirato i soldi allo sportello bancomat o ad una lite finita in sparatoria. Ma dalla visione delle immagini registrate dalla telecamera di videosorveglianza posta all'ingresso della banca è venuta fuori tutta un'altra storia.
Nei fotogrammi si vede una persona incappucciata che tenta di sfondare il vetro con una grossa mazza. I colpi provocano degli squarci e dei fori che avevano fatto pensare a dei colpi di pistola. Il malvivente dopo aver colpito più volte il vetro ha desistito allontanandosi di corsa, raggiungendo forse dei complici. Non si sa se l'uomo sia fuggito perchè disturbato dall'arrivo di qualcuno o perchè ferito. Gli investigatori infatti hanno trovato tracce di sangue sia sulla parete dell’edificio che sul pavimento del primo gradino della scalinata che si trova all’ingresso dell’istituto di credito. La Polizia ha già rilevato i campioni di sangue che ora saranno analizzati per scoprire se il profilo ematico del malvivente sia stato già schedato e dunque risalire alla sua identità. Non sono ancora chiare invece le intenzioni dell'uomo. Probabilmente intendeva assaltare la cassaforte del bancomat. In questo caso sicuramente non era da solo ed era in possesso di tutta l'attrezzatura necessaria a scardinare lo sportello automatico.
Gli investigatori stanno acquisendo le immagini registrate da altre telecamere della zona per scoprire se i malviventi siano stati ripresi durante la fuga, magari dopo essersi liberati del cappuccio.

Commenti all'articolo

  • George

    10 Maggio 2017 - 22:10

    Più che altro il numero di targa

    Rispondi

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