operazione Leonte 21

Undici messinesi in Libano tra i “caschi blu” dell’Onu

Uomini tra i 26 e i 50 anni che hanno scelto di arruolarsi tra i soldati delle forze internazionali di pace

Undici messinesi in Libano tra i “caschi blu” dell’Onu

Ci sono anche undici messinesi in Libano, tra i “caschi blu” impegnati nell'operazione Leonte 21, nell’ambito della Missione Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon). Giovani uomini, di età compresa tra i 26 ed i 50 anni, originari di Messina e provincia, che hanno scelto di arruolarsi tra i soldati delle forze internazionali di pace dell’Organizzazione delle Nazioni Unite con compiti di controllo finalizzati al ripristino della normalità politica e civile del Paese in cui operano.

Si tratta di forze militari non combattenti (vinsero il Nobel per la Pace nel 1988), ma le cui mansioni sono spesso pericolose, in particolare in casi di rivolte. I messinesi che fanno parte di queste importanti forze dell’Onu, che utilizzano i caschi blu per distinguersi dagli altri eserciti, dallo scorso ottobre, con diversi gradi, hanno messo la loro vita al servizio dell'importante missione, guidata a livello nazionale dalla Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, con al comando il generale di Brigata Ugo Cillo, comandante del Sector West di Unifil e del contingente italiano in Libano.

La missione in questione opera su mandato dell’Onu tramite Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed i suoi principali obiettivi sono: monitorare la cessazione delle ostilità fra Israele e Libano, supportare le Forze Armate Libanesi (LAF) nel loro rischieramento nel Libano del Sud e assistere la popolazione locale.

Per la brigata di Cavalleria è il quinto mandato nella terra dei cedri e fu la prima grande unità dell’Esercito Italiano ad avviare l’Operazione “Leonte” nel 2006 dopo la cosiddetta “Guerra d’estate” fra Israele e le Milizie di Hezbollah. Al contingente italiano, all'interno del quale operano anche i coraggiosi messinesi, è affidata la responsabilità del Sector West, area delimitata dal fiume Litani a nord e la Blu Line a sud.

Le attività che i caschi blu italiani svolgono sono: pattugliamenti diurni e notturni, posti di controllo e osservazione, monitoraggio della Blue Line, e attività di cooperazione civile e militare. Il tutto al fine di restituire al Libano stabilità e sicurezza, necessarie al pacifico e democratico recupero del Paese. Un’attività nobile, ma spesso pericolosa, che comporta per i suoi soldati lunghi periodi lontano dalla propria casa e dalle proprie famiglie, ma che chi la sceglie porta avanti senza esitazioni in onore della pace.

Tutto il personale presta servizio al Sector West di Unifil, nel Libano del Sud, presso la base “Millevoi” di Shama. I caschi blu messinesi attualmente in missione in Libano sono: Antonio Spaticchia, 43enne di Naso; Antonino Bonaccorso, 49 anni, di Messina; Alberto Sprizzi, 48enne di Messina; Alberto Lombardo, 50 anni, di Messina; Luca Minuti, 26enne di Milazzo; Michael Grasso, 36 anni, di Milazzo; Sebastiano Truglio, 35 anni, di Galati Mamertino; Ivan Zullo, 38 anni, di Giardini Naxos; Gabriele Garofalo, 36 anni, di Messina; Biagio Calabrò, 33 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto; e Federico Panarello, 26 anni, di Barcellona.

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