Messina

I sei dirigenti indagati
sospesi anche dal Cas

Dopo la terza tranche dell’inchiesta “Tekno” di Procura e Dia sugli incentivi progettuali al Consorzio autostrade siciliane. Deciso anche il dimezzamento dello stipendio. Adesso si attende l’esito dei ricorsi al Tribunale della Libertà

Cas sede Scoppo

Sospensione già attivata. E stipendio ridotto a metà. All’indomani dell’ennesima bufera giudiziaria sul Consorzio autostrade, rappresentata dalla terza tranche dell’operazione “Tekno” con cui la Procura e la Dia hanno focalizzato l’attenzione su oltre un milione di euro non dovuto per incentivi, anche il Cas si è mosso.

Sono sei gli indagati per peculato e falso che hanno subito dal gip Leanza la cosiddetta misura interdittiva, e sono stati sospesi dal lavoro per sei mesi. Si tratta di Antonio Lanteri, 63 anni, di Messina; Stefano Magnisi, 64 anni, di Furnari; Angelo Puccia, 57 anni, di Castelbuono; Gaspare Sceusa, 61 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto; Alfonso Schepisi, 64 anni, di San Piero Patti; Anna Sidoti, 45 anni, di Montagnareale, che è anche il sindaco del centro. Da ieri tutti e sei sono stati sospesi anche dal Cas, con la misura della riduzione del 50% dello stipendio.

È chiaro che adesso si dovrà aspettare la prossima tappa dell’inchiesta, ovvero il vaglio del Tribunale del Riesame. Al momento infatti non sono previsti interrogatori, visto che la misura interdittiva scelta dal gip è meno afflittiva della richiesta di arresti domiciliari, formulata a suo tempo dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Stefania La Rosa, i magistrati che hanno lavorato con la Dia all’indagine “Tekno” sin dal suo inizio, nel 2012.

Al Riesame probabilmente confluiranno, oltre che i ricorsi dei sei dirigenti sospesi, anche i ricorsi relativi ai sequestri patrimoniali “per equivalente” (le somme che avrebbero percepito indebitamente con gli incentivi, n.d.r.), disposti contestualmente dal gip. Hanno riguardato Carmelo Cigno, Letterio Frisone, Carmelo Indaimo, Antonio Lanteri, Stefano Magnisi, Angelo Puccia, Gaspare Sceusa, Alfonso Schepisi, Anna Sidoti, Antonino Francesco Spitaleri, Antonino Liddino, Corrado Magro.

A lavorare all’inchiesta sul fronte difensivo ci sono infatti parecchi legali, tra cui gli avvocati Franco Pustorino, Giovanni Mannuccia, Carmelo Scillia, Pietro Schepis, Giuseppe Pustorino, Nino Pillera, Giovanni Calamoneri e Valter Militi.

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