MESSINA

A Roma per salvare il 118

Presentata una petizione sottoscritta dai sindaci del comprensorio messinese a salvaguardia del servizio del 118. Un modello quello di Messina per l’ictus e l’infarto tra i primi in Italia che non può essere penalizzato. Partecipata riunione all’ordine dei medici organizzata dal sindacato Snami

La petizione per la tutela del servizio 118 è stata sottoscritta da una quarantina di sindaci. Tutti d’accordo, medici dell’emergenza, dirigenti medici, sindaci, per spiegare, carte e numeri alla mano, quanto siano migliorate in pochi anni le reti tempo dipendenti grazie anche all’azione coordinata con il 118. Un modello ormai collaudato, che aveva ottenuto successi per la corretta applicazione delle reti dell’ictus e dell’infarto, divenuto primo in Sicilia e non solo, nell’applicazione di protocolli di presa in carico, trattamento e trasferimento protetto dei pazienti. Tanto lavoro, meticoloso e puntuale, che aveva dato già le prime soddisfazioni e che adesso con un colpo di spugna viene dimezzato senza preventive consultazioni. Nel progetto dell’Assessorato della Salute del 22 marzo scorso, le ambulanze con medico a bordo passerebbero da 27 a 13. Una riduzione inaccettabile se si pensa all’orografia del territorio messinese. Un provvedimento nel nome del risparmio che non tiene conto che la nostra provincia ha il 90 per cento di comuni in zone disagiate e montane dove è già un’impresa potere arrivare con le ambulanze in tempo per dare soccorso e assistenza, figuriamoci se l’ambulanza arriva senza medico. “L’uguaglianza delle cure è un principio della costituzione” ha detto la prof. Rosa Musolino, responsabile della Stroke Unit del Policlinico, che ha mostrato i dati ufficiali della rete Ictus attivata il 10 febbraio 2014 e che ha curato 1030 pazienti con ischemie cerebrali. Un numero che pone la città tra le prime in Italia per il trattamento di questa tipologia di pazienti, beneficiari di un percorso il cui punto di forza sono state proprio le ambulanze medicalizzate. Stesso concetto vale per la rete dell’infarto, ha puntualizzato il dott. Gaetano Satullo, direttore della Centrale Operativa del 118. “ Le ambulanze con il medico a bordo salvano la vita e non sarà consentito uno scippo così violento al territorio messinese” a gridarlo a gran voce uno tra i numerosi sindaci intervenuti, Roberto Materia, primo cittadino di Barcellona, tra i comuni più penalizzati dal piano sanitario appena approvato. Materia, nel richiamare i cittadini a un sussulto di responsabilità, ha annunciato che sta predisponendo ricorsi al Tar anche penali per bloccare le contrazioni relative sia al 118 che ai presidi territoriali. Il coro è stato unanime, da Accorinti al presidente dell’ordine dei medici Caudo ai rappresentanti sindacali. Nel documento stilato presentato al Ministero oltre a chiedere il mantenimento dell’attuale distribuzione delle ambulanze e dei servizi territoriali si chiede l’applicazione delle deroghe previste dal Dm 70 per le regioni a statuto speciale.

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