Messina

Neonato morto, la Procura indaga 13 medici

Il piccolo ricoverato il 20 marzo per «bronchiolite» alla Pediatria del Policlinico di Messina e poi trasferito a Taormina

Neonato morto, la Procura indaga 13 medici

L’inchiesta sulla morte del neonato avvenuta il 4 aprile scorso al “San Vincenzo” di Taormina, dopo un lungo ricovero al Policlinico di Messina, è alla svolta.

Il sostituto procuratore di Messina Rossana Casabona, che aveva aperto un’inchiesta dopo l’esposto-denuncia presentato dalla madre ai carabinieri di Garindini Naxos, ha iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, tredici medici tutti in servizio al Policlinico di Messina, ipotizzando nei loro confronti in questa fase il reato di omicidio colposo.

Oggi inoltre sarà eseguita l’autopsia sul corpicino, che il magistrato ha affidato a due suoi consulenti, il medico legale Giovani Andò e lo specialista neonatale Vincenzo Cimino. I difensori degli indagati hanno poi nominato i loro consulenti di parte, che assisteranno all’esame.

Il bambino era stato ricoverato lo scorso 20 marzo nel reparto di Pediatria del Policlinico di Messina e poi trasferito a Taormina, nel reparto di Cardiochirurgia pediatrica. Pochi giorni dopo il suo cuore aveva però smesso di battere davanti agli occhi della madre, che lo assisteva.

Secondo quanto ha raccontato la madre del piccolo nella sua denuncia il bimbo, nato il 14 febbraio, il 20 marzo era stato ricoverato alla Pediatria del Policlinico per una difficoltà respiratoria, che al pronto soccorso pediatrico era stata diagnosticata come «bronchiolite».

Il 24 marzo il piccolo dopo alcuni accertamenti clinici era poi stato trasferito, e trattenuto, alla Terapia intensiva pediatrica del Policlinico. Il 27 marzo, intorno alle 6 del mattino, la madre era stata avvisata telefonicamente che il figlio aveva avuto una crisi e si era precipitata in reparto, dove le era stato spiegato che il neonato sarebbe stato trasferito alla Cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Sirina, questo perché «... vi era necessità di assistenza cardiaca oltre che polmonare». La donna aveva dato l’assenso al trasferimento.

«Dopo alcuni accertamenti eseguiti a Taormina - ha raccontato la madre ai carabinieri -, personale medico mi informa che non vi è corrispondenza tra quanto risultava diagnosticato nella cartella clinica proveniente dal Policlinico con ciò che è emerso in quel reparto. Alle ore 18 circa del 4 aprile mentre mi trovavo in reparto ad assistere il mio bambino nel mentre gradualmente veniva revocata l’assistenza a cuore e polmoni attraverso la macchina chiamata “Ecmo”, ad un tratto il bambino è deceduto davanti ai miei occhi ed agli occhi degli operatori sanitari che poco dopo ne comunicavano ufficialmente il decesso». (n.a.)

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