messina

Un comitato a difesa del Pronto Soccorso Pediatrico

Il primario si dice preoccupato del mancato inserimento dell'Unità Operativa Complessa nella rete ufficiale, il commissario straordinario dell'azienda e il componente della commissione sanità all'Ars, Beppe Picciolo, gettano acqua sul fuoco.

Muore bimbo di  10 mesi al Policlinico

Il I giugno 2016 è stata riconosciuta dalla regione come unità operativa complessa di Pediatria D’Urgenza con Pronto Soccorso e Osservazione Breve Intensiva. Si differisce dalla Pediatria del Policlinico che ha una Unità Complessa a sé stante. In realtà questa unità operativa della struttura universitaria è unica a Messina e provincia dove su una popolazione di 645 mila abitanti solo 100 mila sono in età pediatrica.

La preoccupazione del responsabile della struttura, prof.Carmelo Salpietro, è che dopo tanto lavoro per avere ottenuto soltanto nove mesi fa, il riconoscimento ufficiale da parte della Regione, adesso, secondo quanto previsto dal piano sanitario regionale appena approvato, il servizio continuerà si ad essere erogato ma non saranno riconosciuti gli standard di legge previsti. In pratica il personale dedicato, cioè 7 medici per il Pronto soccorso pediatrico più 4 per l’Osservazione Breve Intensiva e 3 infermieri ed 1 ausiliario per turno.

A differenza di Catania e Palermo, a Messina il pronto soccorso pediatrico non ufficiale equivarrebbe a un ambulatorio di emergenza/urgenza h 24 e ogni prestazione erogata per la Regione equivale ad una visita ambulatoriale. Una situazione che risulterebbe scomoda ai professionisti in forza alla struttura che potrebbero rinunciare al lavoro in quella unità operativa. Poche certezze insomma per una struttura che è unico Centro di Microcitemia della città, Centro Regionale di Riferimento per la Prevenzione, Diagnosi e Cura delle Malattie Genetiche, centro per le vaccinazioni protette e che solo nel 2016 ha registrato una attività ambulatoriale di circa 800.000 euro e complessivamente ha una attività di circa 3 milioni di euro.

Si è già costituito un Comitato per la difesa dell'Unità Operativa che ha rappresentato in un documento, inviato a tutte le autorità interessate con in testa il Ministro Lorenzin, le preoccupazioni emerse evidenziando che l'attivazione di 5 posti di Osservazione Breve Intensiva ha consentito nel 2016, nonostante l'aumento di quasi 2000 accessi in pediatria, una drastica riduzione dei ricoveri con notevole risparmio economico e soddisfazione delle famiglie. Sulla questione getta acqua sul fuoco il commissario del Policlinico, Giuseppe Laganga, che spiega che l'azienda universitaria essendo un Dea di II livello può avere sulla carta, un unico pronto soccorso.

Nonostante tutto c'è l'impegno da parte dell'assessore regionale Gucciardi a valutare la possibilità di apportare le modifiche necessarie per l'Unità declassata al momento a struttura semplice dipartimentale. Laganga sostiene di essere assolutamente certo che si tratti di una svista e che fino all'applicazione della rete che avverrà dal I gennaio 2019, la questione sarà risolta. Positivo anche il componente della Commissione Sanità all'Ars, Beppe Picciolo, che ricorda che nel DM 70 la catalogazione di PS pediatrico non è prevista e che comunque il Policlinico nella sua autonomia gestionale potrà risolvere il problema spostando ad uso interno le Unità Complesse. “Solo un problema di denominazione, sostiene, per l'utenza, questi dettagli non fanno la differenza.”

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