Esclusiva

Calcioscommesse Messina, ecco i nomi

Indagati due libanesi, il portiere Berardi e il messinese Eros Nastasi, noto campione di Texas Hold’em

Calcioscommesse Messina, ecco i nomi

Due libanesi. Un commerciante molto noto e suo figlio. Un giocatore internazionale di Texas Hold’em che ha vinto parecchi tornei in giro per il mondo. E due calciatori. Sarebbe questo il gruppo che programmava tutto con riunioni “occulte”, alcune delle quali si sarebbero tenute perfino negli spogliatoi dello stadio San Filippo.

Sarebbe questo il “nucleo forte” del Calcioscommesse a Messina, e sono i primi nomi che emergono tra le pieghe di un’inchiesta della Procura blindatissima che è soltanto all’inizio, e che ha avuto come prologo una lunga serie di accuratissime perquisizioni della Guardia di Finanza, di cui ci siamo occupati nelle scorse settimane. In studi professionali, in abitazioni private, anche di “semplici” scommettitori, vincitori di forti somme.

Primi atti visibili dell’indagine gestita dal sostituto procuratore Francesco Massara, il magistrato che ha aperto una nuova pagina sul “fiume” di denaro e di scommesse che scorreva nel campionato di Lega Pro 2015/2016, dove si ipotizzano partite “aggiustate” nel girone C, quello dove giocava l’Acr Messina.

In questa fase l’inchiesta è solo al suo primo step, con una contestazione ipotizzata dal sostituto Massara che va dall’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva (la legge di riferimento è la n. 401 del 1989), fino alla truffa.

Ecco quindi i primi dei tanti indagati dell’inchiesta, che secondo indiscrezioni sarebbero i principali artefici delle “combine” al centro di alcune partite dello scorso campionato.

Nel fascicolo del magistrato comparirebbero i nomi del dentista libanese Khalifer Abdel Halim, detto “Abudi”, da anni residente a Messina, del libanese laureando in medicina Salah Iach, del noto commerciante cittadino Bruno Ciampi e del figlio Ugo, e del noto giocatore messinese di Texas Hold’em Eros Nastasi. E poi, oltre al nome del calciatore Arturo Di Napoli, ritenuto al centro di tutto il “giro”, nei faldoni c’è anche quello dell’attuale portiere dell’Acr Messina, Alessandro Berardi.

Tutti questi indagati hanno già subito nei giorni scorsi una perquisizione molto accurata non soltanto nelle proprie abitazioni o nei luoghi di lavoro, ma anche su auto e altri mezzi in uso. Con l’acquisizione, da parte dei finanzieri che lavorano da mesi all’inchiesta, anche di computer e telefonini.

Tutto questo materiale è adesso in Procura accompagnato da una corposa relazione di servizio delle fiamme gialle. Atti che il sostituto Massara esaminerà molto presto.

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