MESSINA

Acqua, allarme Fiumefreddo

Mentre i problemi idrici nelle frazioni collinari sono stati risolti ieri stesso, è forte la preoccupazione dei vertici dell'Amam per la condotta minacciata da una frana a Forza d'Agrò. Denunciano ritardi della regione anche per la definizione dei lavori che non consentono la sostituzione della tratta rimpiazzata da un anno e mezzo da un by pass da 4 tubi

Acqua,  previsto stop di 24 ore

Se la galleria dalla quale, attraversando Capo S. Alessio, passa la condotta da un metro di diametro dovesse cedere, Messina piomberebbe in una crisi idrica gravissima. Per nulla paragonabile a quella del novembre del 2015, ma molto peggio. Occorrerebbero mesi di lavoro per una nuova perforazione e la posa di una nuova condotta. Un quadro desolante se si pensa che non si sa nulla sui lavori di ripristino della condotta dell'Alcantara, interrotta da oltre 6 anni ad Alì. Insomma, malgrado i campanelli d'allarme negli ultimi due anni siano suonati fortissimo, sull'approvvigionamento idrico della città di Messina si continua a giocare con il fuoco. A Calatabiano, in un tratto di 250 metri, la condotta è ancora sostituita da un by pass di 4 tubi, più a sud, verso il capoluogo, una frana rischia invece di spazzarla via. Il grido d'allarme parte dall'Amam che pero, per intervenire, ha bisogno, nel primo caso che la protezione civile regionale consegni l'area dove evidentemente non si è ancora concluso l'intervento di messa in sicurezza della collina franata il 25 ottobre del 2015, nel secondo caso, che la stessa regione intervenga nella fase progettuale necessaria per programmare un intervento in contrada fondaco Parrino di Forza d'Agrò. Fin qui, solo parole. A partire dal Governatore Crocetta che sul tema acqua a Messina, in concreto, ha prodotto solo tanta demagogia. E nessun intervento si è registrato neanche per sollecitare Siciliacque a ripristinare la condotta Alcantara che, nel caso malaugurato di interruzione del Fiumefreddo, servirebbe a tamponare l'emergenza idrica. Anche per l'amministrazione comunale è come se il problema non fosse di quelli da mettere al primo posto tra i tanti, riguardando l'intera popolazione, cioè, 240 mila persone. Che non se la passeranno male come quelle del Tibet, ma pagano le tasse come quelle di tutte le città più emancipate che godono dei servizi essenziali. Come l'acqua, la raccolta dei rifiuti, i servizi sociali, le mense scolastiche, il verde pubblico, gli impianti sportivi, eccetera, eccetera, eccetera.

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