PALLANUOTO

Waterpolo Messina mai in partita, la coppa Italia va al Padova

Ad Ostia le peloritane battute in finale 14-5. Venete ancora indigeste

Waterpolo Messina mai in partita, la coppa Italia va al Padova

Padova- Wp Despar Messina 14-5 (4-0, 4-2, 4-0, 2-3)

Padova: Teani, Barzon 3, Ilaria Savioli 1, Gottardo, Martina Savioli, Queirolo 2, Alessia Millo 3, Dario 1, Galardi 2, Robinson 2, Nencha, Casson, Franceschino. Coach. Posterivo.

Wp Despar Messina: Ventriglia, Begin, Gitto 1, Chiappini 3, Morvillo, Radicchi, Kuzina 1, Marchetti, Rosaria Aiello, Arruzzoli, Laganà. Coach. Mirarchi.

Arbitri: Ferrari e Taccini. Note: in tribuna il commissario tecnico del Setterosa Fabio Conti.

Ostia. Padova si conferma tabù per la Despar Messina (terza sconfitta in altrettante finali). Le venete superano 14-5 la squadra di Mirarchi e si portano a casa, meritatamente, la Coppa Italia così come avevano fatto nella città dello Stretto due anni fa. Partita mai in bilico, con la formazione di Posterivo in controllo e autostima sin dalle battute iniziali. Le peloritane pagano a caro prezzo i troppi errori in superiorità e le rotazioni limitate a disposizione del tecnico.

Nella prima frazione Padova è devastante, segna quattro gol con Galardi (doppietta), Ilaria Savioli e Barzon e lascia le briciole alla Waterpolo Despar Messina. La sostanza non cambia neanche nella seconda frazione anche se le peloritane vanno, finalmente, a segno con Chiappini e Gitto. Padova nel tempo della verità pigia ancora sull’acceleratore andando in gol con Millo e Queirolo che realizzano una doppietta a testa. A giochi fatti, la Waterpolo Despar Messina rialza la testa e si toglie la soddisfazione di vincere l’ultimo tempo con i i due gol di Chiappini, ben marcata per tutta la partita, e Kuzina.

Amareggiato a fine gara il tecnico Maurizio Mirarchi: «Purtroppo abbiamo cominciato male, era quello che volevamo evitare per fare un altro tipo di partita. E alla fine inseguire il punteggio si paga in termini salati. Alle ragazze non ho nulla da rimproverare, hanno lottato e dato quello che potevano. È la terza finale che raggiungiamo sotto la mia gestione, comunque un traguardo di cui andare orgogliosi».

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