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Pronta la Tari, nessun risparmio

Presentato il piano tariffario della Tari. Il monte da dividere su tutti i messinesi e di poco superiore ai 44 milioni di euro, circa 200.000 in più dell'anno passato. Per le famiglie, però, non cambierà nulla. Pagheranno lo stesso tributo del 2016 e quindi ancora fra i più cari della Sicilia

Pronta la Tari, nessuna riduzione

44.124.729 Euro. Ecco quanto costerà quest'anno il tributo sui rifiuti. Siamo sostanzialmente in linea con il dato dell'anno scorso. A conti fatti c'è un +200.000 euro rispetto all'anno scorso e questo nonostante gli sforzi di tutti di rendere meno pesante la voce della raccolta e dello smaltimento per la città. Continua ad essere un costo alto, e se l'anno scorso Messina già era in cima alle graduatorie del "Caro Tari", è difficile immaginare che il confronto con le altre città siciliane possa dare esito diversi quest'anno.
Le tariffe per le famiglie risultano identiche. Chi ha speso 300 euro per il 2016, spenderà , a parità di condizioni, sempre 300 euro.
Tre le rate previste anche per quest'anno: due saranno in acconto e una a saldo.
Il consiglio prevede un termine massimo di fino lugli, fine settembre e metà dicembre, ma in realtà l'Ufficio Tributi modulerà diversamente le scadenza giocando d'anticipo.
La prima rata, infatti, dovrebbe essere pagata per la fine di maggio, ma nei prossimi giorni arriverà la comunicazione ufficiale, ancora prima delle bollette.
La Tari è sempre divisa in due parti, quella fissa che è data dalla moltiplicazione di un coefficiente crescente in base al numero dei componenti la famiglia, per i metri quadri della casa. E poi c'è una parte variabile che è invece una cifra che va dai 106 euro per i nuclei monofamiliari, ai 332 euro per le famiglie con sei o più componenti.
Per arrivare ai 44 milioni e 100 mila euro che si devono dividere i 110 mila utenti messinesi, si parte da 43 milioni e 9, del piano finanziario del servizio di igiene ambientale, si arriva ai sfondare quota 48 milioni con le minori entrate previste, e si riscende a 44 e 100 anche grazie al recupero dell'evasione. I duecentomila euro in più vengono fuori anche grazie al corretto appostamento dei fondi per la riduzione e esenzione per i nuclei con maggiore disagio socio economico. Mentre negli passati venivano accantonate cifre più alte di quanto realmente speso e maturava dunque un risparmio, quest'anno è stata scelta una cifra più vicina alla realtà: 650.000 euro.
I 200 mila euro in più sono stati spalmati, dunque, non sulle famiglie ma sulle utenze commerciali e specificatamente su quelle che l'anno passato avevano avuto uno sconto di circa l'8%. Quest'anno, quelle categorie, avranno un costo superiore del due per cento.

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