Messina

Video vecchio ma il problema è attualissimo

La Questura smentisce il “Noita”: le immagini di quella corsa clandestina di cavalli risalgono al settembre del 2015. Il sindaco plaude alla collaborazione con le forze dell’ordine e chiede ai cittadini di segnalare eventuali “gare”

Video vecchio ma il problema è attualissimo

«Quel video è vecchio, si tratta di materiale risalente al mese di settembre 2015». Interviene la Questura dopo la denuncia, con allegata documentazione video, firmata da Enrico Rizzi, presidente nazionale del “Noita”, il Nucleo operativo italiano per la tutela degli animali. «In quel periodo – si legge in un comunicato – erano in corso diverse indagini confluite poi in importanti operazioni di polizia che hanno portato all’arresto di numerosi pregiudicati e disarticolato organizzazioni criminali operanti anche nel quartiere Giostra le quali lucravano, tra le altre cose, sulle corse clandestine di cavalli».

E a supportare quanto affermato dalla Polizia di Stato, arriva in serata anche la nota del sindaco: «Non serve lanciare allarmi infondati ed accuse generiche per stroncare la piaga delle corse clandestine, ma è necessario un impegno quotidiano, azioni concrete e vigilanza da parte di tutti – afferma Renato Accorinti –. L'accusa senza fondamento che “oggi a Messina lo Stato non esiste” è smentita nei fatti dall'impegno della Questura e delle forze dell'ordine sul contrasto alla criminalità organizzata e contro le corse clandestine di cavalli, dalle varie operazioni condotte in questi anni, ultima delle quali “Totem”, del giugno 2016, che ha colpito proprio i clan di Giostra per vari reati tra i quali l'organizzazione di corse clandestine di cavalli. L'amministrazione comunale – continua Accorinti – che già nel dicembre 2015 si era confrontata, per il tramite dell'Assessore al benessere degli animali Daniele Ialacqua, con il questore Giuseppe Cucchiara, per individuare gli strumenti più idonei per stroncare con la più assoluta fermezza il fenomeno delle corse clandestine dei cavalli, fa appello a tutti i cittadini affinchè collaborino, con segnalazioni e proposte, per porre fine ad una pratica incivile che mette a serio rischio la pubblica e privata incolumità, sottoponendo i cavalli a pratiche che sono assimilabili alla tortura e che a tutti gli effetti fanno parte di quell'Ecomafia che in maniera preoccupante coinvolge anche la nostra città».

Ed è quest’ultima affermazione che conferma le gravi difficoltà – che non vanno certo a demerito dell’encomiabile impegno di polizia, carabinieri e di tutte le forze dell’ordine – di estirpare un fenomeno che, quasi come l’araba fenice, quando sembra essere stato se non debellato, comunque ferito “a sangue”, rinasce. E si ripresenta nelle stesse forme, negli stessi luoghi dove per decenni, all’alba delle domeniche o di altri giorni festivi, si sono svolte, e purtroppo continuano a svolgersi, quelle corse di cavalli che costituiscono vere e proprie “prove di forza” dei gruppi mafiosi che controllano parte dei nostri territori. Proprio le ultime inchieste hanno svelato il rinsaldarsi di legami tra i clan di Camaro e di Giostra – ma anche i rapporti con le cosche catanesi, palermitane e reggine – proprio durante le competizioni clandestine (e non ci sono solo i poveri cavalli utilizzati, dopati e maltrattati fino allo sfinimento e, a volte, alla morte, ma le scommesse vertono, come è noto, anche sui combattimenti tra cani). E proprio mercoledì scorso, alle 16,30, nella parte alta di viale Giostra, vicino allo svincolo di San Michele, sono stati notati gli inconfondibili “calessi” con i cavalli impegnati in un allenamento probabilmente prima di una nuova corsa. E, dunque, video vecchio, ma problema attualissimo. Ed è giusto che il questore e il sindaco invitino anche alla collaborazione i cittadini che non vogliono essere confusi con quella parte di “Gomorra” che esiste anche qui da noi.

La replica del presidente Rizzi

Il “Noita”: non volevamo creareallarme, il fenomeno continua

Il presidente del “Noita” Enrico Rizzi si giustifica («Il video è stato postato su Facebook dalla pagina “Welcome to favelas”») e non vuol passare per colui che ha procurato allarme sociale solo per il gusto di attaccare lo Stato e le forze dell’ordine. «Il Codice penale – scrive Rizzi – punisce chi promuove spettacoli vietati con animali maltrattati (articolo 544-quater).

«Le corse clandestine – prosegue il presidente del “Noita – in ogni caso si svolgono a Giostra dal 2015 e non solo nel 2015, basta una rapida ricerca in rete per verificare questa notizia. Mi auguro che, come da noi richiesto, si attivino servizi di controllo del territorio e si individuino i luoghi ove vengono tenuti segregati i cavalli destinati a queste corse folli (oltre che clandestine».

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