messina

Mili, quel ponte va rifatto

Il Comune, al momento, dispone delle sole somme per la progettazione

Mili, quel ponte va rifatto

Il ponte di Mili deve essere abbattuto e ricostruito. Il Comune, per il momento, ha trovato i soldi della progettazione, poi dovrà recuperare quelli dei lavori veri e propri.

Da oltre un anno, le auto viaggiano sulla via Vecchia nazionale a senso alternato lungo la struttura di epoca fascista che mostra tutti i segni del decadimento. Una precauzione, quella del sovraccarico parziale, che non potrà proseguire in eterno senza potenziale pericolo. Più volte la polizia municipale ha dovuto chiuderlo temporaneamente per cadute di calcinacci fino al dimezzamento della carreggiata. Dopo una serie di studi, le valutazioni hanno portato alla decisione di costruire un nuovo ponte, piuttosto che provare ad aggiustarlo, rivedere anche l’altezza dal greto del torrente e ripristinare la sicurezza su un asse viario che, oltre a essere l’unica alternativa alla Statale 114, è anche essenziale per gli spostamenti interni della popolazione di Mili Marina.

Lo stanziamento per la progettazione definitiva, esecutiva e direzione lavori del rifacimento del ponte è di 249.320 euro a base d’asta. Intanto, a valere sul bilancio 2016, saranno impegnati 145.770 euro, per la fase solo progettuale. Quella della direzione, invece, sarà attivata nel momento in cui Palazzo Zanca avrà recuperato la somma per i lavori veri propri.

Per rimettere in sesto l’infrastruttura servirà la bella cifra di 2.454.000 euro, che il Comune dovrà recuperare attraverso fondi interni o “catturandoli” da quelli di qualche misura sulla prevenzione idrogeologica o di uno dei due Masterplan. La valutazione tecnica sulla necessità di abbattere e demolire il ponte ad arco è stata dei geometri Domenico Currò e Giacomo Giacobbe dell’Ufficio tecnico del Comune. Si sono avvalsi della relazione esterna dell’ing. D’Arrigo. La struttura del ponte è fortemente ammalorata in più punti.

«La prova di carico – si legge nella relazione – è quasi al limite della resistenza» e ancora «i calcestruzzi sono di scadenti caratteristiche assimilabili a quelli di classe C12/15», che vengono definiti «non strutturali». In pratica, «la riserva di sicurezza è minima e quindi non sufficiente per assicurare stabilità dell’opera di lungo periodo». Nascerà un ponte di 36 metri in acciaio e calcestruzzo con due marciapiedi e due corsie. La briglia del torrente che si trova giusto sotto il ponte, sarà spostata a monte di una decina di metri per evitare che possa, con i detriti, fungere da ostacolo al regolare deflusso delle acque.

È scontato che durante le opere di demolizione e costruzione del nuovo ponte dovrà essere approntata una viabilità alternativa per non isolare una porzione del popoloso villaggio di Mili.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi