Messina

Variante al Prg, la Regione sconfessa il Comune

Il Dipartimento dell’assessorato del Territorio e Ambiente dichiara fuorviante il riferimento alla circolare riguardo la secretazione. Ma De Cola ribadisce: «I consiglieri sono già nelle condizioni di conoscere tutti gli atti, si discuta nel merito»

Variante al Prg, la Regione sconfessa il Comune

Il Dipartimento urbanistica dell’assessorato regionale del Territorio e Ambiente si tira fuori, “sconfessando” la decisione dell’amministrazione comunale, o meglio della segreteria generale di Palazzo Zanca, di secretare gli atti relativi alla nuova Variante al Piano regolatore generale. Il dirigente Giglione invita, anzi, il Comune «a volersi attenere a regole comportamentali consone alle istituzioni rappresentate e alle competenze proprie, evitando citazioni non appropriate né pertinenti di atti dipartimentali nella regolamentazione dei lavori consiliari sui quali, peraltro, sarebbe il Dipartimento regionale delle Autonomie locali competente per le funzioni di controllo e vigilanza». La citazione «non appropriata nè pertinente», secondo il dirigente regionale, sarebbe quella riferita alla circolare 1 del 2015. Un riferimento definito «fuorviante», poiché si fa cenno «alla lettera B del comma 1 dell’articolo 39 del Dl 33 del 2013», letterà però successivamente soppressa nel maggio 2016. «Tale soppressione – ribadisce il dirigente – rende quindi non più attuale quanto disposto con la circolare citata. È di assoluta evidenza che della delibera consiliare di adozione della Variante e di tutti gli elaborati, ivi compreso il Rapporto ambientale, deve essere data ostensione al pubblico con ampia e obbligatoria pubblicità onde consentire eventuali osservazioni e opposizioni. Non vi è poi alcun dubbio che l’obbligatoria deliberazione del consiglio comunale di adozione della Variante non possa che essere precedura da ogni approfondita e ampia conoscenza degli elaborati e degli atti complementari della Variante». L’obbligo di riservatezza, dunque, attiene «alla funzione propria dei consiglieri comunali» ma non è stabilito dal Dipartimento regionale.

E, dunque, gli atti non dovrebbero più essere secretati. Ma sull’argomento interviene anche l’assessore all’Urbanistica Sergio De Cola che intende precisare alcuni aspetti. «Dal 22 febbraio 2017, data in cui la delibera con tutti gli allegati è stata consegnata all’ufficio affari di Giunta, tutti i consiglieri comunali – afferma De Cola – hanno pieno accesso a tutti i documenti che costituiscono la Variante; inoltre, i consiglieri possono, a semplice richiesta, avere copia integrale del documento su cd. Come avviene sempre per l’esame delle delibere tecnicamente più complesse, i funzionari che hanno redatto l’atto, in questo caso il personale dell’Ufficio di Piano, sono a disposizione di tutti i consiglieri che avessero bisogno di supporto tecnico per approfondire la lettura dell’atto stesso. In merito alla pubblicità dell’atto va ricordato come a sensi di legge (art. 3 della legge regionale 71 del 1978), non appena il Consiglio avrà adottato la delibera, lo stesso sarà reso pubblico a tutti cittadini che avranno la possibilità di presentare le osservazioni ritenute necessarie. I primi 15 giorni sono già trascorsi dal deposito della delibera e vorrei invitare tutti ad un atto di responsabilità, a mettere da parte strategie di rinvio per dare alla città la possibilità di esprimersi nel merito di questo strumento urbanistico». De Cola, poi, ribadisce l’importanza della Variante «che segna, dopo anni di colpevole immobilismo, uno spartiacque nelle vicende urbanistiche della nostra città, indirizzando lo sviluppo futuro verso la messa in sicurezza e la valorizzazione dei nostri territori.

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