Messina

Sparatoria Cavour, i cugini restano in carcere

Sono stati interrogati dal giudice Fiorentino, Giuseppe ed Emanuele Cannavò i due cugini ritenuti autori della tentata rapina alla gioielleria Burrascano e del conflitto a fuoco con la Polizia.

Due cugini rapinatori...  in permesso premio

Restano entrambi in carcere i cugini Giuseppe ed Emanuele Cannavò arrestati dalla Polizia perchè ritenuti responsabili della tentata rapina alla gioielleria Burrascano di Corso Cavour compiuta venerdì sera e del successivo conflitto a fuoco con gli agenti delle Volanti che in servizio antirapina riuscirono a sventare il colpo.
Il gip Eugenio Fiorentino, dopo averli interrogati, ha convalidato il fermo e applicato la custodia cautelare in carcere per i due cugini entrambi detenuti, Giuseppe a Favignana ed Emanuele a Porto Azzurro in provincia di Livorno, ed a Messina in permesso premio per alcuni giorni.
Entrambi hanno risposto alle domande del giudice tentando ovviamente di alleggerire la propria posizione. Giuseppe Cannavò, sentito alla presenza del suo legale l'avvocato Salvatore Silvestro, non ha potuto negare di aver preso parte alla rapina essendo stato bloccato in flagranza dagli agenti dopo un inseguimento, ma ha respinto l'accusa di aver sparato alcune fucilate all'indirizzo dei poliziotti per coprirsi la fuga. Il 30enne messinese ha detto che un solo colpo è partito accidentalmente nel momento in cui si è disfatto del fucile a canne mozze lanciandolo per terra e che per nessuna ragione avrebbe sparato contro gli agenti. Sulle ragioni che lo hanno spinto a tentare la rapina Cannavò non si è pronunciato.
Ha invece assolutamente negato di aver preso parte al colpo il cugino Emanuele, assistito dall'avvocato Tancredi Traclò. Il 28enne, che oggi sarebbe dovuto rientrare in carcere al termine del permesso premio, ha detto che venerdì sera alle 19 era in giro nella zona di piazza Duomo. Solo una coincidenza, ha spiegato al giudice Fiorentino. Il permesso gli consentiva di restare fuori casa fino alle 21 e così ne ha approfittato per una passeggiata in centro ma si è dichiarato totalmente estraneo ai fatti che gli vengono contestati. Sulla circostanza che alcune telecamere di videosorveglianza lo abbiano immortalato in zona ha spiegato che potrebbe essere possibile visto che si trovava da quelle parti. Versioni che non hanno convinto che il giudice che ha convalidato il fermo lasciando i due cugini in carcere a Gazzi.

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